tag:blogger.com,1999:blog-84704869404410269532020-02-29T02:25:47.269+01:00cose che non esistonoCose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]Blogger255125tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-47349708254430135152018-09-03T20:50:00.000+02:002018-09-03T20:50:08.123+02:00Solo col buio capisci che è tridimensionale.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Quando ho preso le ferie era la sera dell'eclissi, ho lavorato fino alle sette passate col collo rigido su photoshop e m'è venuto un gran mal di testa che m'ha preso allo stomaco ma ero felicissima perché prendevo le ferie e c'era l'eclissi, siamo andati a Castel S. Elmo e ci abbiamo trovato tutta Napoli col muso in su, ero felicissima anche se tutti tentavano di fotografare il cielo con il cellulare e addirittura con il flash, ma non puoi stare sempre a prendertela col tuo vicino di posto e con i tempi, no? infatti ho continuato a essere felice mentre la luna scompariva e scoprivo che è possibile vedere Marte a occhio nudo, al massimo mi sono spostata più in là quando la calca era troppa e il caldo attaccaticcio o una fotocamera mi inquadrava, ero proprio felice anche quando più tardi bevevo una birra e il mal di testa era sempre lì e sul marciapiede c'erano le blatte, nemmeno le blatte mi davano fastidio la sera che ho preso le ferie e c'era l'eclissi e la birra mi faceva di una percentuale più allegra.</div><div style="text-align: justify;">Ho scaricato sul telefono una mappa del cielo e ho aspettato che ce ne fosse effettivamente uno da osservare con le stelle e tutto, non il solito coperchio nero, e quando finalmente l'ho osservato la frase che ho continuato a ripetere è stata <i>Solo col buio capisci che è tridimensionale, </i>cioè il mio stupore stava nella profondità.</div><div style="text-align: justify;">Oggi al lavoro mi sembrava ci fosse ancora qualcosa, un grumo di felicità che non si disfa e se abbasso la luce tutto riacquista proporzione: Vega proprio in cima alla mia testa, Cassiopea la riconosci subito, il punto rosso di Marte come fosse un REC su schermo, la mia scrivania, io, tutto il resto.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-WB6khFRpw1o/W41dsWqWw4I/AAAAAAAADoE/XEO7wrU4Eb0HqTGTv6xhklY5R1-bz3GjACLcBGAs/s1600/elaine-casap-86025-unsplash.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" data-original-height="1083" data-original-width="1600" src="/-WB6khFRpw1o/W41dsWqWw4I/AAAAAAAADoE/XEO7wrU4Eb0HqTGTv6xhklY5R1-bz3GjACLcBGAs/s1600/elaine-casap-86025-unsplash.webp" /></a></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-425023057207894692018-06-04T12:51:00.000+02:002018-06-05T19:51:02.862+02:00Una cosa buona in Grace Paley.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;"><b>Una cosa buona in Grace Paley è una certa pratica di maternità.</b></div><div style="text-align: justify;">Mi chiedo a volte se supereremo mai le mamme pancine, le supermamme sempre attive a felici, le mamme che organizzano i varicella party, gli uomini per cui soltanto le mamme sono donne con la d maiuscola e le altre non servono a niente, le donne per cui si deve partorire con dolore altrimenti siamo cattive o, più recentemente, se sopravviveremo ai politici che ci dicono quali sono famiglie e quali no. La realtà è un vortice di false informazioni, complessi di superiorità, ignoranza, deliri di onnipotenza, maschilismo che si alimenta di sé stesso e continua all'infinito. </div><div style="text-align: justify;">Me lo chiedo e ci penso senza essere madre e senza che abbia programmi a riguardo, perché mi piacerebbe vedere rappresentazioni di modelli femminili che siano positivi, credibili - anche madri quindi, perché no.</div><div style="text-align: justify;">Grace Paley è stata una attivista, femminista, scrittrice di saggi e racconti e non ne avevo mai sentito parlare fino a qualche anno fa quando - momento davvero poco epico - ho visto la copertina di un suo libro in una foto su Instagram o Twitter. Il titolo mi piaceva moltissimo - <i>Enormi cambiamenti all'ultimo momento</i>, ho un debole per i titoli - e lo comprai senza farmi troppo domande per poi recuperare con difficoltà il resto (esisteva un volume Einaudi che raccoglieva tutti i racconti ma è purtroppo fuori catalogo).</div><br><table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"><tbody><tr><td style="text-align: center;"><a href="/-d2aP9KfYjDc/WvQgjdoF2hI/AAAAAAAADbE/u5R4AB5_BYAFS7pgConJGzsv4LSdUlC5wCLcBGAs/s1600/Paley_Grace_03_12_1980.webp" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"><img border="0" data-original-height="905" data-original-width="1440" src="/-d2aP9KfYjDc/WvQgjdoF2hI/AAAAAAAADbE/u5R4AB5_BYAFS7pgConJGzsv4LSdUlC5wCLcBGAs/s1600/Paley_Grace_03_12_1980.webp"></a></td></tr><tr><td class="tr-caption" style="text-align: center;">Grace Paley con un canetto.</td></tr></tbody></table><br><div style="text-align: justify;">Una folla di madri popola i racconti di Grace Paley. Sono spesso al parco e insieme ai bambini formano una tribù: sulle panchine sorvegliano piccoli di ogni età, ogni razza, ogni lingua, non necessariamente i propri figli, non necessariamente i figli delle loro amiche. I bambini sono nella sabbia, sugli scivoli, sugli scalini degli edifici tutt'intorno e non sono oggetto di legami privilegiati o di smanie di possesso: sono i figli di una vicina, della proprietaria del negozio all'angolo, di un'amica che ha l'esaurimento nervoso, in realtà non ha alcuna importanza ai fini della loro educazione. </div><div style="text-align: justify;">Nel racconto <i>Un interesse nella vita</i> la protagonista dice «in questa casa ci saranno almeno 71 bambini, dal rosa pallido al marrone», la madre protagonista del racconto è responsabile di ogni piccoletto che capiti da quelle parti.</div><div style="text-align: justify;">Il quartiere è la loro casa, il parco il salotto, tutte sono madri di tutti i figli. L'idea della maternità è piuttosto una pratica: alle santificazioni della donna che genera la vita con la v maiuscola, agli sbrodolamenti sentimentali, teorici, filosofici è lasciato poco spazio.<br>La maternità ha una valenza sociale, non è soltanto un'esperienza personale: c'è da far crescere questi esseri umani, c'è da insegnar loro qualcuna delle cose che potrebbero servire nella vita, quando saranno degli adulti. Può farlo ognuna di noi, o una di noi se manca l'altra, o tutte insieme, o chi c'è e voglia prendersene carico. </div><div style="text-align: justify;">Prendersi cura di chi è più giovane è un compito che può calzare bene a una madre, ma non è necessariamente così: si tratta di una responsabilità che prescinde dalla riproduzione, dalla parentela, dal sesso. In un saggio sulla guerra del Vietnam e su un caso di bambini (presunti orfani) trasferiti in maniera sospetta negli Stati Uniti, Grace Paley commenta: «Se si perde la madre c'è una zia, se manca il padre c'è uno zio. Il bimbo che ha perso i genitori diventa il figlio di una famiglia allargata, il villaggio, con vecchie zie che possono anche non avere legami di sangue con i piccoli ma che condividono <b>la responsabilità naturale degli adulti nei confronti di tutti coloro che sono più giovani</b>.»<br><br>Ogni aspetto della vita quotidiana ha un valore politico, anche la maternità. Chiunque sia a praticarla.<br>Mi sembra molto saggio.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-23815196795514771932018-05-10T15:44:00.000+02:002018-05-10T15:44:58.294+02:00Una cosa buona in «Parlarne tra amici».<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;"><b>Una cosa buona di «Parlarne tra amici» di Sally Rooney è un meccanismo di specchiamento che funziona per sottrazione o sostituzione.</b> Quale specchio sostituisce e toglie? Eh, appunto.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Frances, la protagonista di «Parlarne tra amici» definisce se stessa per sostituzione o sottrazione specchiandosi di continuo in tutti quelli che la circondano. La sua migliore amica Bobbi è il soggetto con cui questo avviene più spesso.</div><br /><blockquote class="tr_bq"><blockquote class="tr_bq">«A volte, quando facevo qualcosa di poco interessante [...] mi piaceva immaginare che assomigliavo a Bobbi. Aveva un portamento che io non avevo, e un viso di una bellezza che non si dimentica. Quella finzione per me era talmente reale che imbattermi nel mio riflesso e vedere i miei tratti mi provocava uno strano shock spersonalizzante.»</blockquote></blockquote><br /><blockquote class="tr_bq"><blockquote class="tr_bq">«Mi ritrovavo spesso a pensare che se avessi assomigliato a Bobbi non mi sarebbe mai successo niente di male. Non sarebbe stato come svegliarsi con una faccia nuova e strana, ma con una faccia che già conoscevo, la faccia che avevo già immaginato di avere.»</blockquote></blockquote><br /><span style="text-align: justify;">È difficile che Frances si descriva, che definisca tratti della sua personalità o caratteristiche fisiche. Di lei sappiamo sempre come </span><i style="text-align: justify;">non è </i><span style="text-align: justify;">rispetto agli altri, come </span><i style="text-align: justify;">potrebbe essere</i><span style="text-align: justify;"> se fosse più simile a qualcun altro.</span><br /><br /><blockquote class="tr_bq">«Se sapessi parlare come te parlerei di continuo.»</blockquote><br /><blockquote class="tr_bq">«In scena Bobbi era sempre precisa, io dovevo solo cercare di sintonizzarmi con il suo ritmo peculiare e se ci riuscivo ero a posto. A volte me la cavavo bene, altre ero semplicemente passabile. Ma Bobbi era esatta.» </blockquote><br /><blockquote class="tr_bq">«Devo essere allegra e simpatica, ho pensato. Una persona allegra e simpatica manderebbe una mail di ringraziamento.»</blockquote><br /><blockquote class="tr_bq">«Spesso mi capitava di spiarla con ansia per ricordare a me stessa cosa fare.» </blockquote><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-jOPUHdyTyX0/Wu2HorH0l_I/AAAAAAAADak/9WHP1IBf6K8tZcOxhZK0f1V2HQpvCc2SACLcBGAs/s1600/rob-potter-398564-unsplash.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" data-original-height="900" data-original-width="1600" src="/-jOPUHdyTyX0/Wu2HorH0l_I/AAAAAAAADak/9WHP1IBf6K8tZcOxhZK0f1V2HQpvCc2SACLcBGAs/s1600/rob-potter-398564-unsplash.webp" /></a></div><br /><br /><div style="text-align: justify;">In una scena addirittura Bobbi prende una decisione importante riguardo l'aspetto di Frances e si offende quando lei le fa notare che si somiglierebbero troppo.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><blockquote class="tr_bq">«I tuoi capelli cominciano a essere parecchio lunghi, ha detto Bobbi.<br />Credi che dovremmo tagliarli?<br />Abbiamo deciso di tagliarli<br />[...]<br />Potremmo farti una frangia, ha detto Bobbi.<br />No, la gente già ci confonde abbastanza.<br />Mi offende che la cosa ti offenda così.»</blockquote><br /><div style="text-align: justify;">Come se appunto la cifra peculiare di Frances fosse la mancanza di peculiarità, di forza di volontà, di capacità di decidere cosa fare di sé e della sua vita - in una scena la madre la paragona a una teiera. </div><div style="text-align: justify;"><span style="text-align: start;">Facce, corpi, capacità intellettive: tutto quello che appartiene agli altri è desiderabile, al contrario della sua faccia, del suo corpo, delle sue capacità intellettive: quello che le appartiene è estraneo, può tradire, sarebbe preferibile scambiarlo. Prende in prestito anche le opinioni e, in generale, tutto quello di cui crede di essere priva.</span></div><div style="text-align: justify;"><span style="text-align: start;"><br /></span></div><blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;">«In una situazione simile Bobbi avrebbe saputo cosa dire, perché aveva un'opinione assai articolata sulla salute mentale nel discorso pubblico. Ad alta voce ho detto: Bobbi pensa che la depressione sia una risposta umana alle condizioni del tardo capitalismo. L'ha fatto sorridere.»</blockquote><blockquote class="tr_bq">«Non nutrivo alcun disprezzo verso la tua casa. Avrei voluto fosse mia. Avrei voluto tutta la tua vita [...] Non stavo cercando di sabotarti la vita, stavo cercando di rubartela.»</blockquote><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">La relazione che Frances stabilisce con Nick fa scricchiolare questo meccanismo. Nick inizialmente appare lontano e diverso - più ricco, più grande, sposato - ma presto viene fuori una certa affinità.</div><br /><blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;">«Ero consapevole del fatto che poteva spacciarsi per chi pareva, e mi sono chiesta se anche lui come me fosse privo di personalità.»</blockquote><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Effettivamente Nick è un passivo, specie con le donne - Frances gli dice «Ti piacciono le donne capaci di stracciarti intellettualmente». Allora le modalità con cui Frances si rapporta agli altri si rivelano frutto di nient'altro che squilibri di potere: il potere che Frances non ha su alcune persone - e rispetto alle quali si annulla, si scambia, ruba; il potere che Frances ha nei confronti di Nick - rispetto a cui è padrona delle sue opinioni e del suo corpo - pur nell'estasi del sesso. Quando lui le sorride</div><br /><blockquote class="tr_bq">«Mi ha guardata per un attimo poi ha sorriso, un sorriso titubante, che mi è piaciuto al punto da procurarmi una precisa coscienza della mia stessa bocca. Era leggermente aperta.»</blockquote><br />lei non sente il bisogno di smontarsi e rimontarsi a immagine di qualcun altro - qualcuno che sia migliore - per continuare ad agire: le basta la bocca che ha già.<br /><br />Tuttavia, come la moglie di Nick predice<br /><br /><blockquote class="tr_bq">«Da questa relazione non caverai alcun senso duraturo di autostima»</blockquote><br />perché si sa, l'autostima è una carogna e te la devi costruire da te, su quello che hai: quelli che ti stanno attorno non c'entrano niente, anche se sei capace di ferirli, anche se li ferisci.<br /><span style="text-align: justify;"><br /></span><span style="text-align: justify;">Ci sono anche cose meno buone. Tipo: è per lo più un romanzo in cui gente acculturata e sagace va a letto con altra gente acculturata e sagace. Però, nonostante la cultura e la sagacia, nessuno dice una parola - sagace, sarcastica, ironica, tagliente - sul fatto che marito e moglie non dormano insieme in uno snodo fondamentale per la trama - no gossip.</span><br /><div style="text-align: justify;"><i>Mmmm occhei. Se è credibile per te, Sally, è credibile per noi.</i><br />Ma tutta la questione dello specchiarsi negli altri e del sostituirsi a loro mi è parsa l'aspetto più interessante del romanzo.</div><div style="text-align: justify;">Da adolescente avevo alcune amiche. Avevo anche un ragazzo stabile e le conseguenti certezze riguardo agli aspetti fondamentali dell'avere quell'età - ero evidentemente carina, ero evidentemente amata, non ripugnante come avevo immaginato fino ad allora: non erano mie congetture, avevo le prove sottoforma del tizio che mi teneva per mano. Loro non avevano un ragazzo stabile e tuttavia mi sembravano comunque delle sedicenni migliori: più sicure, più disinvolte, con una faccia migliore della mia, un colorito più sano, le cosce più sode, gli occhi più grandi, l'umorismo più sottile. <br />Una di loro mi prestava i vestiti a volte, quando andavamo alle feste, e mi sentivo più bella quando li mettevo, perché erano i suoi vestiti, i vestiti di una persona migliore e per il tempo della festa lo diventavo anch'io. </div><div style="text-align: justify;">Per fortuna presto o tardi, bene o male, l'adolescenza ci lascia liberi.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-52676841282633279722018-04-12T19:03:00.000+02:002018-05-10T15:45:15.497+02:00La Marvel è come la chiesa cattolica.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">La Chiesa del Buon Cammino in via Otranto a Napoli era - guidata? diretta? governata? - da padre Antonio. Padre Antonio aveva parecchi tic preteschi. Uno che mi fa ancora molto ridere se ci penso - e capita che ci pensi, incredibile - è che si alzava sulle punte e spingeva la voce verso l'alto ogni volta che pronunciava le parole <i>la vergine Maria</i>. Una specie di nota musicale buttata lì nel mezzo delle altre parole soltanto parlate. Doveva essere particolarmente devoto della Madonna - i preti avranno preferenze di devozione? Santi a cui si sentono più vicini? No fucking idea.</div><div style="text-align: justify;">Un altro tic era la storia dei Natalini e Pasqualini. Me lo sono sempre immaginato nella sagrestia, in riunione con i diaconi prima dell'ennesima messa di Natale e di Pasqua, affermare con convinzione che no, non avrebbe tirato ancora fuori la storia dei Natalini e Pasqualini, e i diaconi lì in circolo ad annuire speranzosi ma non troppo convinti. Infatti poi, una volta sull'altare, davanti a tutte quelle faccione nuove non poteva trattenersi.</div><div style="text-align: justify;">I Natalini e i Pasqualini sono gli occasionali dello stadio, ma in chiesa.</div><div style="text-align: justify;">Sono quelli che devono canticchiare <i>Nord, sud, ovest, est</i> degli 883 per assicurarsi una buona riuscita del segno della croce, ma si presentano lo stesso tronfi in chiesa a Pasqua e a Natale con il vestito buono. Padre Antonio li (ci) detestava e li (ci) cazziava furiosamente perché, ovviamente, il Signore meritava che gli si dedicassero più di due messe all'anno.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Ci ho pensato e: le produzioni Marvel sono come la chiesa cattolica.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-u3fuhAzgFVw/Ws-M6HJRlnI/AAAAAAAADZ8/hshMpRMtpUcB8FgMUdlRwLMADEDTux95ACLcBGAs/s1600/Shield-destruction.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" data-original-height="502" data-original-width="1200" src="/-u3fuhAzgFVw/Ws-M6HJRlnI/AAAAAAAADZ8/hshMpRMtpUcB8FgMUdlRwLMADEDTux95ACLcBGAs/s1600/Shield-destruction.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Pretendono la tua completa devozione e un impegno costante, completo, una fede che non ammetta esitazioni. Non puoi dedicare, in un anno, chessò: due mesi a una serie Marvel e due sere al cinema rispettivamente per un Thor e un Avengers a caso. No. Devi dedicare loro</div><div style="text-align: justify;"><i><br /></i></div><div style="text-align: center;"><div style="text-align: center;"><i>tutta la tua vita.</i> </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;"><br /></div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">E non hai facoltà di scelta: non puoi vedere solo <i>Civil war. </i>GIAMMAI<i>.</i> Devi prendere tutto, il bello e il brutto, altrimenti sei come i Pasqualini che credono di stare al ristorante e scelgono dal menù la messa più figa dell'anno, quella che alla chiesa del Buon Cammino si recitava a più voci, una vera e propria rappresentazione teatrale che pareva di stare a Matera con Mel Gibson. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Ennò bello mio, nonò: la messa del 17 settembre è forse la figlia della serva? Dov'eri il 17 settembre? Di corsa a sentire la messa del 17 settembre e poi in volata a sorbirsi <b>v e n t i s e i</b> episodi di <i>Daredevil </i>per meritare, forse, i pascoli del cielo delle battaglie intergalattiche che contano davvero.</div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Quindi ho mollato il colpo. Dopo essermi impegnata tanto e per tanti anni - e l'ho fatto, con costanza e dedizione vere, tanto da scriverci un post anni fa e chiamare alle visione il mondo intero - ne sono uscita definitivamente. Ho eliminato tutte le produzioni Marvel dalla lista dei preferiti Netflix. Non ho idea di quali siano le prossime uscite.</div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Credo di aver saltato l'ultimo Thor, ho lasciato indietro in maniera irrecuperabile gli <i>Agents of SHIELD</i>, non ho idea di chi o cosa sia <i>Iron Fist</i> e so già che mai lo scoprirò. So che Spiderman ha una nuova faccia, più nuova di quella di Garfield, poco più. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">E non ne faccio un punto di orgoglio, non credo che voialtri stiate sprecando il vostro tempo, affatto. Vi dirò: ne soffro persino, perché mi sembra di rivivere una di quelle situazioni da ricreazione alle scuole elementari. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Il gruppetto più numeroso sta lì. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Lo vedo. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Lo sento. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Si scambiano le figurine. </div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Ridono.</div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Mangiano i Soldini del Mulino bianco.</div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Guardano i trailer di <i>Infinity war</i>.</div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;">Ma per essere ammessa tra loro sono richieste troppe prove, troppa tenacia, un'attitudine al pensiero religioso. Ho scavato per bene nella mia cassa toracica: non esiste ragione al mondo che possa spingermi ad andare alla messa del 17 settembre, o a vedere altri 30 secondi di Matt Murdock sullo schermo.</div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;"><span style="font-family: inherit;">Mi si chiede troppo e d'altronde sono stata anch'io Natalina e Pasqualina, fino a che non ho smesso del tutto.</span></div></div><div style="text-align: left;"><div style="text-align: justify;"><br /></div></div><div style="text-align: center;"><div style="text-align: justify;"><br /></div></div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-61614217853489979492017-07-27T12:32:00.000+02:002017-07-27T12:49:04.835+02:00Una specie di riconoscimento.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">È da poco andato via un collega che ha portato in ufficio la figlia di undici anni, una ragazzina che ho visto per la prima volta un'ora fa. </div><div style="text-align: justify;">Mi era stato detto quanto fosse timida e in effetti è evidentissimo: non si è staccata un attimo dal padre, mi ha saluta educatamene ma senza guardarmi - non mi sono stupita, perché avrebbe dovuto giacché non ci conosciamo? non è un pupazzino a disposizione degli adulti - <i>saluta, dici ciao, hi guys - </i>insomma, è una persona di undici anni. Il punto è che non ha guardato nemmeno il mio capo e sua moglie che invece conosce benissimo perché frequentano casa sua da quando era neonata. </div><div style="text-align: justify;">Dopo i soliti convenevoli di rito, torno veloce alla mia scrivania e prendo una decisione molto importante: non le rivolgerò più la parola finché divideremo l'ufficio. Non un cenno su quanto è carina, su quanto è alta, sulle stronzate che si dicono ai ragazzini. Sono certa di farle un favore, è in evidente disagio. Mi sono bastati sette secondi per capirlo, l'ho riconosciuta.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-Vjdr9h9rAPY/WXm_jICH4CI/AAAAAAAACnQ/jvn7pH6upY8dS8F1HR01VwdjxWpNPygaQCLcBGAs/s1600/martin-reisch-272883.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" data-original-height="1200" data-original-width="1600" src="/-Vjdr9h9rAPY/WXm_jICH4CI/AAAAAAAACnQ/jvn7pH6upY8dS8F1HR01VwdjxWpNPygaQCLcBGAs/s1600/martin-reisch-272883.webp"></a></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Pochi minuti dopo però, la moglie del capo l'ha trascinata alla macchinetta del caffè e ha chiamato anche me e allora sono dovuta andare. La ragazzina viene bombardata di domande sull'estate, sulle vacanze, sugli amici che troverà al mare, sugli spostamenti che farà con la famiglia, quanto tempo rimarrete in Puglia, quanto in Calabria, e se foste stati lì con me l'avreste vista letteralmente <b>indietreggiare </b>davanti a questa quarantenne in preda a diarrea verbale. Ha risposto a tutto l'interrogatorio con precisione, a voce sempre più bassa, e la moglie del mio capo le ha addirittura chiesto di alzare la voce e ripetere, e la ragazzina ha addirittura ripetuto perché sta ricevendo un'ottima educazione evidentemente, e per dare il giusto valore a tutti questi sforzi la moglie del capo ha rifatto al padre della ragazzina - in sua presenza - le stesse domande che le aveva già fatto, ottenendo risposte identiche perché mica è una ragazzina scema, è solo una ragazzina estremamente timida.</div><div style="text-align: justify;">Ognuno rimane colpito più o meno sempre dalle stesse mazzate perché sono quelle ti hanno già fatto male in passato: funzioniamo così. Adesso ho i crampi allo stomaco perché quella ragazzina ha il diritto di essere timida quanto le pare e decidere, di volta in volta, quanto grande debba essere la porzione di spazio di cui ha bisogno per vivere con serenità ogni momento della sua vita e non essere costretta a indietreggiare. Ma so - perché l'ho riconosciuta - che il pianeta le sembrerà popolato soltanto da persone come la moglie del mio capo, alle quali sono chiarissime tutte le faccende dell'esistenza, tranne quelle che hanno davanti. </div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-15275341974492825292017-07-07T17:27:00.000+02:002017-07-07T17:27:11.782+02:00Amici.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Se poteste leggere le conversazioni su Telegram tra me e mia sorella (ci sei? Ciao Vi) notereste che ultimamente sono tutte del tenore <i>Sono arrivata alla coppa Geller!</i> oppure <i>Sono a quella della doppia festa per Rachel</i> o ancora <i>Le aragoste! Le aragoste! </i>e via così con poche modifiche. Se siete sulla trentina avrete capito che stiamo riguardando <i>Friends </i>su Netflix, e la circostanza non smette di affascinarmi.</div><div style="text-align: justify;">Non riesco a metterla diversamente: stiamo facendo binge-watching di un prodotto che abbiamo guardato in età preadolescenziale. Ogni cosa - anche <i>Friends </i>- ha le nostre coordinate spazio temporali precisissime, e cioè: la nostra penultima casa, l'ultimo videoregistratore che abbiamo posseduto prima che si passasse ad altro, molte VHS su cui registravamo gli episodi che mandava la Rai. Avrei dato un braccio per poter guardare negli anni '90 <i>Friends </i>come sto facendo adesso.</div><div style="text-align: justify;">Non che in questa nostalgia, in questi nodini nello stomaco, ci sia nulla di eccezionale - siamo migliaia là fuori, milioni, e ricordiamo tutti esattamente le stesse cose la tv la musica le feste MTV i vestiti i gelati fuori produzione - però continuo a percepirla come magica, questa seconda possibilità.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-_k6F26ZMYXo/WV9DM6EGtGI/AAAAAAAACmk/XzbwrXknFkYCl2S6rLZ3TSXGAxd65L6swCLcBGAs/s1600/Friends.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" data-original-height="585" data-original-width="964" src="/-_k6F26ZMYXo/WV9DM6EGtGI/AAAAAAAACmk/XzbwrXknFkYCl2S6rLZ3TSXGAxd65L6swCLcBGAs/s1600/Friends.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-44746011300761053622017-03-28T21:09:00.003+02:002017-03-28T21:15:57.880+02:00Un errore nella storia che leggo, un errore nella storia che scrivo.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Lavorare nella redazione di <a href="http://rivista.inutile.eu/" target="_blank">inutile</a> per 3 anni mi ha insegnato un mucchio di cose, e chissà quante altre ancora ne imparerò. Molte di queste hanno a che fare con la narrativa: quello che rende una storia una <i>buona</i> storia, quello che la rende scadente, perché una storia mi piace o non mi piace, se qualcosa che non mi piace possa essere migliorato, riscritto, montato diversamente e se valga la pena farlo. È una delle cose più entusiasmanti del mondo: affinare il proprio gusto, imparare cosa guardare, allenarsi a trovare le motivazioni di quella che all'inizio non è più che una sensazione.</div><div style="text-align: justify;">Lo farei <i>tuentiforseven</i>, come direbbero gli ammerigani.</div><br><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-XSmh2qQfPGE/WNqzliW_IfI/AAAAAAAAClY/_2t-aMyEYHsK2edssupKA44UurgMJkREACLcB/s1600/Clint-Eastwood-reading-newspaper.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-XSmh2qQfPGE/WNqzliW_IfI/AAAAAAAAClY/_2t-aMyEYHsK2edssupKA44UurgMJkREACLcB/s1600/Clint-Eastwood-reading-newspaper.webp"></a></div><br><br><div style="text-align: justify;">E giacché di tanto in tanto scrivo (scrivevo, scriverò, boh) tutto questo mi interessa sommamente, trovo continui spunti per ragionarci su, imparare, migliorare, correggere, cambiare quello che ho scritto o scriverò, o quanto meno mi permette di pensare di poterlo fare.</div><div style="text-align: justify;">Ma d'altronde di che mi stupisco. Sono quella che si allena a capire l'origine di ogni mal di testa (cambio stagione, cambio temperatura, miopia, cervicale, premestruo, postura, colpo di freddo, troppo tempo al pc): devo sapere sempre quello succede, circostanziare, poter spiegare. Funziono così.</div><div style="text-align: justify;">Quello su cui rifletto più spesso negli ultimi tempi è la <b>storia</b>. <b>L'intreccio</b>. <b>Cosa succede</b>. <b>La sostanza.</b> <b>La ciccia</b>. <b>Cosa fanno i personaggi e perché<i>. Quella roba lì.</i></b></div><div style="text-align: justify;">Faccio uno sforzo di memoria: mi vedo a dieci-dodici anni sul letto, a scrivere su un quadernetto. Inventavo tutto, favole, racconti, persino poesie, così a quattordici anni, sedici, venti, fino a oggi più o meno, e alcune cose sono venute fuori meglio di altre. Quello che mancava - solo nelle peggiori, voglio credere, ma sono troppo severa per crederci davvero - era <i>la storia</i>, che succedesse qualcosa. Tutte quelle pagine erano perlopiù un diario leggermente narrativo o, quando andava bene, un inizio di vicenda che si perdeva in lunghe riflessioni autoreferenziali. Ho commesso questo errore centinaia di volte e lo vedo spessissimo intorno a me, anche nei libri pubblicati: mi trovo tra le mani blogpost di trecento pagine pagati 15 euro da Feltrinelli, romanzi che sono piuttosto confessioni a cuore aperto travestite, scritte da autori - anche bravi - ma che sproloquiano tragicamente appesi a sottilissimi fili di trama.</div><div style="text-align: justify;">È un errore? Un vizio? Chiamatelo come volete, ma è comunissimo. </div><div style="text-align: justify;">Sono diventata ipersensibile: cerco in ogni libro i punti chiave della trama perché, dannazione, siamo bravi tutti a scrivere quello che ci passa nello stomaco - tutto si svolge sempre nell'apparato gastrointestinale, fateci caso - e a fingere che stia accadendo a qualcuno che non siamo noi: ma quanto è interessante leggere del duodeno che si contorce, impensierito dalla nostra - <i>pardon</i>, dei personaggi - inettitudine a vivere? Zero o moltissimo, dipende se stiamo facendo qualcosa durante questi contorcimenti. Se andiamo da qualche parte.</div><div style="text-align: justify;">Ormai è una fissazione. Cerco la storia ovunque, nei libri, nei film, nelle serie tv, voglio concentrarmi su quella, lasciare che il fumo degli abbellimenti senza sostanza si disperda.</div><div style="text-align: justify;">È pieno ovunque di parole bellissime e di immagini che non raccontano niente, e voglio evitarle o migliorarle, se è possibile.</div><div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><br></div></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-78498588097859596492017-02-23T17:08:00.001+01:002017-02-23T18:06:14.796+01:00Un obiettivo che non sia l'invidia.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Tengo traccia delle mie letture, come presumibilmente tutti. Una volta lo facevo qui - c'era una pagina dedicata - poi ho smesso e sono passata a un quadernino. Segno cosa leggo ogni mese e a fine anno faccio il totale. Certi anni sono più soddisfatta di altri, senza che in questo si possa ravvisare una logica: trenta è meglio di venti, certo, se si tratta di euro trovati per caso sul marciapiedi. Per i libri direi che dipende dai libri, magari un anno ne bastano sette. </div><div style="text-align: justify;">A scriverlo mi sembra ancora più banale di quello che è, eppure mi ci sono educata perché <b>non è un ragionamento che sento come naturale.</b> <b>È in corso una gigantesca competizione globale:</b> devo leggere più di tutti, più dei following di Instagram e Twitter sommati, più foto di libri sul comodino, più spedizioni punitive in libreria, più pacchi di IBS e del Libraccio, più unboxing live su Snapchat, più punteggio nelle sfide di lettura, più "ho aggiunto XY alla mia libreria aNobii" spammati su Twitter (per carità, scollegate i social tra loro), più copertine colorate e piatti di frutta fresca in pendant.<br /><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-CzZnmWmO7n8/WK76Jc-_WeI/AAAAAAAACjA/Yx_9jLh60HQhDySFOoRfHRA_ENlFYqLmgCLcB/s1600/maratona+1.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-CzZnmWmO7n8/WK76Jc-_WeI/AAAAAAAACjA/Yx_9jLh60HQhDySFOoRfHRA_ENlFYqLmgCLcB/s1600/maratona+1.webp" /></a></div><br />Ho sempre voluto molto bene ai condivisori di copertine sui social, e anche io faccio parte della cerchia perché è un modo semplice e immediato per dare un consiglio: una delle mie più grandi gioie è sapere che quattro persone guardano un film che ho guardato io o leggono un libro che è piaciuto a me. Ma se si fa caso alla <b>frequenza </b>di certe condivisioni (tolti i casi di chi con i libri ci lavora e può avere esigenze diverse), i conti non tornano e soprattutto non si tratta più di consigliare un buon testo ma di far vedere agli altri quanto ce l'avete lungo.<br />Non si possono leggere tutti quei libri. Non abbiamo abbastanza tempo davanti.<br />Se leggessi senza interruzioni per il resto della mia vita non riuscirei a finire le migliaia di volumi che ho nella mia libreria, figuriamoci comprandone di nuovi, figuriamoci lavorando, figuriamoci avendo una vita sociale, dormendo, guardando le serie tv, andando al cinema, dovendomi preparare da mangiare. Allora l'internet, che è così bello e ricco e divertente, diventa il solito posto dove testare l'invidia degli altri e sentirsene lusingati, dove sperimentare le mille sfumature di inadeguatezza sperimentabili. </div><div style="text-align: justify;">Qualche settimana fa leggevo di questo gioco che coinvolge le librerie indipendenti di tutta Italia e chiama i lettori a una specie di maratona di lettura che porterà alla proclamazione di un vincitore a fine anno. È tutto giusto: le librerie indipendenti, il carattere giocoso, l'istigazione alla lettura, <i>leggete tanto sempre ovunque e più che si può perché vi rende persone migliori</i>. Ma perché impostarla come maratona? Perché vince chi legge di più? Ci si può fermare a trentacinque ma, attenzione, la maratona completa è di cento libri in un anno. Ragazzi, <b>cento</b>. <b>Due libri a settimana</b><i>. </i>Perché chi riesce in questa follia dovrebbe essere più bravo di chi legge due libri al mese? E poi quali sono questi due libri al mese o alla settimana o all'anno, qualcuno se lo chiede?<br /><br /></div><div style="text-align: justify;"><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-5gxYEgTrUNI/WK76KAVLupI/AAAAAAAACjE/tNu1-u-ma5wz4XUAnsuF1lmC6QoJBIXfACLcB/s1600/maratona+2.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-5gxYEgTrUNI/WK76KAVLupI/AAAAAAAACjE/tNu1-u-ma5wz4XUAnsuF1lmC6QoJBIXfACLcB/s1600/maratona+2.webp" /></a></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div>Non mi dite che è un pretesto. O meglio: lo è, è solo un modo per movimentare le acque e trovare spunti - come i giochini su Goodreads e le classifiche e le stellette - ma non credo sia giusta la strada per cui <b>anche alla lettura dobbiamo avvicinarci tramite l'accumulo. </b>Sì, anche: lo facciamo già per i vestiti che abbiamo nell'armadio, le serie tv che guardiamo una dopo l'altra al grido di <i>"addio vita sociale :(" e "cos'altro c'è da vedere su Netflix, ho visto tutto :(", </i>per i cosmetici che le youtubers ci consigliano da dieci anni e che ormai possiamo spostare agevolmente da un cassetto all'altro soltanto con l'utilizzo del muletto.<br /><div style="text-align: justify;"><span style="text-align: left;">Il meccanismo non è molto diverso da quello dell'Instagram di Chiara Ferragni - o equivalente - che non dice mai </span><i style="text-align: left;">"Hi guys, questa borsa è di ottima fattura e sta proprio bene con queste scarpe: mi va di spiegarvi il perché"</i><span style="text-align: left;">, ma fotografa il suo mostruoso armadio sul punto di esplodere. I commenti alla foto sono una teoria di donne che si stracciano le vesti perché vorrebbero anche solo due delle Chanel che lei impila come noi impiliamo i vecchi numeri di </span><i style="text-align: left;">TV Sorrisi e canzoni</i><span style="text-align: left;"> nel portariviste in bagno, e finiscono per maledire le proprie finanze, la propria vita e la Ferragni stessa.</span></div></div><div style="text-align: justify;">Avevo la pagina delle mie letture, qui, poi l'ho tolta perché non ci stavo dietro ed era più veloce aggiornare con carta e penna. Se avessi adesso quella pagina, la cancellerei perché non voglio avere la sensazione di stare gareggiando per la maratona o che qualcuno pensi di non essere un bravo lettore perché legge meno di me. A gennaio ho segnato qualche obiettivo da raggiungere, ovviamente non numerico ma teso piuttosto a colmare qualche lacuna o soddisfare certe curiosità che mi trascino dietro da anni e poi vengono sommerse dalle novità e dalla vita. Vorrei mantenere la lettura un posto sicuro, con i paraspigoli sugli angoli.</div><div style="text-align: justify;"> </div><br /></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-60957577207445263042017-01-28T19:40:00.001+01:002017-01-28T19:40:54.482+01:00Xavier Dolan appreciation post.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Mi trovo in imbarazzo nel fare una cosa semplicissima e che qui ho fatto spesso, cioè scrivere di qualcosa che mi è piaciuto molto con la speranza che poi possa piacere anche a voi. </div><div style="text-align: justify;">In onestà, il succo è VEDETE I FILM DI DOLAN PER PIACERE, quindi togliamoci il pensiero: vedete i film di Dolan, per piacere. Sono 6 (a me <span style="font-family: inherit; text-align: left;">manca ancora</span><span style="font-family: sans-serif; text-align: left;"> </span><span style="font-family: inherit;"><i style="text-align: left;">È solo la fine del mondo</i><span style="text-align: left;">, uscito quale mese fa</span></span><span style="font-family: sans-serif; text-align: left;">), </span>recuperateli in qualche modo, l'internet è grande e generoso. Io ci sono andata sotto fortissimo e non ne riemergo più.</div><div style="text-align: justify;"><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-hmC_V_n1JsA/WInY18Z4DCI/AAAAAAAAChc/AAKjdngvKJIyhgSix1EooCK5MRvIrzOcgCPcB/s1600/nQxEjIzndrNExM0XCs7Pmt6f6Js.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-hmC_V_n1JsA/WInY18Z4DCI/AAAAAAAAChc/AAKjdngvKJIyhgSix1EooCK5MRvIrzOcgCPcB/s1600/nQxEjIzndrNExM0XCs7Pmt6f6Js.webp" /></a></div><br /></div><div style="text-align: justify;">Come per molte delle belle cose che rendono più felice la mia vita, sono stata introdotta alla cinematografia di Dolan da Madre, fedelissima ascoltatrice di <i>Ricciotto</i>. <a href="http://querty.it/show/ricciotto/" target="_blank"><i>Ricciotto </i>è il più bel podcast di cinema che esista</a>, se amate il cinema fate un favore a voi stessi ascoltandolo. Da mesi Madre mi diceva di guardare i film di questo regista-attore-sceneggiatore-costumista appena ventisettenne del Québec, che ha diretto il suo primo lavoro a diciannove anni su sceneggiatura scritta a sedici. E io rimandavo perché che cazzo, non vi sentite feriti da questi talenti con l'eiaculazione artistica precoce? Io sì, come se mi spingessero la testa nel water nel bagno della scuola davanti ai compagni: ferita e umiliata, nemici per sempre.<br />Poi ho smesso di fare la drama queen e li ho visti. Sono sinceri, precisi, delicati ma insieme sorprendentemente creativi, potenti, colorati, pieni di trovate originali e musiche pazzesche.</div><div style="text-align: justify;">Sembra scontato, ma non lo è: queste storie sono raccontate bene, <b>benebene</b>, che è una cosa a cui tengo in maniera particolare oltre che una delle più difficili del mondo. A questo proposito: mi sembra sempre di aver dormito fino a un momento prima quando d'un tratto mi rendo conto che esiste una maniera diversa per raccontare una storia, una maniera che non sia quella che ci aspettiamo tutti, quella <i>normale </i>che abbiamo sempre trovato<i> </i>persino gradevole, ma solo perché l'abitudine è una grandissima stronza. </div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"><b><i>J'ai tué ma merè, 2009</i></b></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><a href="/-rTuS9dX99_0/WInYvd-SlNI/AAAAAAAACgw/Ge-ayTSbZtAPIEqiFvzZKlU_KFeW1oGMQCLcB/s1600/jtmm.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-rTuS9dX99_0/WInYvd-SlNI/AAAAAAAACgw/Ge-ayTSbZtAPIEqiFvzZKlU_KFeW1oGMQCLcB/s1600/jtmm.webp" /></a><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><a href="/-nMiWtLIIMcY/WInY3Q9ZR6I/AAAAAAAAChQ/KY48vy1r0PkOeYSbS6x1bkDVQEBKlrImwCLcB/s1600/tumblr_nnvztzfK2T1u2112co1_r1_1280.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-nMiWtLIIMcY/WInY3Q9ZR6I/AAAAAAAAChQ/KY48vy1r0PkOeYSbS6x1bkDVQEBKlrImwCLcB/s1600/tumblr_nnvztzfK2T1u2112co1_r1_1280.webp" /></a><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"><b><i><br /></i></b></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"><b><i>Les amours imaginaires, 2010</i></b></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-r1yB9Wl_Vxc/WInYrroX0GI/AAAAAAAACgg/bDWYlNj8UJgITxgzGe8wn_0Z1EmOW0oqACLcB/s1600/heartbeats.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-r1yB9Wl_Vxc/WInYrroX0GI/AAAAAAAACgg/bDWYlNj8UJgITxgzGe8wn_0Z1EmOW0oqACLcB/s1600/heartbeats.webp" /></a></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-mP5tdX9kIw8/WInYpIwjqDI/AAAAAAAACgQ/bhv336TKEJcf6JmVk9iqqK0gqjyi7lzcwCLcB/s1600/Les-amours-imaginaires.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-mP5tdX9kIw8/WInYpIwjqDI/AAAAAAAACgQ/bhv336TKEJcf6JmVk9iqqK0gqjyi7lzcwCLcB/s1600/Les-amours-imaginaires.webp" /></a></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-0fNtC8XpwoY/WInY21iIPBI/AAAAAAAAChM/fR9A94cgy0k3Wu-P38df2onXTdUwJkc8QCLcB/s1600/tumblr_np7wgjYLO41u1vtj8o1_1280.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-0fNtC8XpwoY/WInY21iIPBI/AAAAAAAAChM/fR9A94cgy0k3Wu-P38df2onXTdUwJkc8QCLcB/s1600/tumblr_np7wgjYLO41u1vtj8o1_1280.webp" /></a></div><br /><br /><b><i>Laurence anyways. 2012</i></b><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-LNNGZFhMp00/WInYvnnCu0I/AAAAAAAACg0/-2NybRFupxQnsaWqk-jTydHdnUFRbQr4wCLcB/s1600/laurence-anyways-xavier-dolan.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-LNNGZFhMp00/WInYvnnCu0I/AAAAAAAACg0/-2NybRFupxQnsaWqk-jTydHdnUFRbQr4wCLcB/s1600/laurence-anyways-xavier-dolan.webp" /></a></div><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-7_5nv1eb53Y/WInYnTuh9hI/AAAAAAAACgI/QbsaziRUBrkN-I9ntSzGRx88iJzT2MR7wCLcB/s1600/035-laurence-anyways-theredlist.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-7_5nv1eb53Y/WInYnTuh9hI/AAAAAAAACgI/QbsaziRUBrkN-I9ntSzGRx88iJzT2MR7wCLcB/s1600/035-laurence-anyways-theredlist.webp" /></a></div><br /><br /> <i><b>Tom à la ferme, 2013</b></i><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-AezdeGFokgY/WInYwyDOE5I/AAAAAAAACg8/5c2CczkrvuUX9MrYxP5Ra1Iz8KavZN-ygCLcB/s1600/maratona-dolan-6-dicembre.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-AezdeGFokgY/WInYwyDOE5I/AAAAAAAACg8/5c2CczkrvuUX9MrYxP5Ra1Iz8KavZN-ygCLcB/s1600/maratona-dolan-6-dicembre.webp" /></a></div><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><b><i><br /></i></b><b><i>Mommy, 2014</i></b> <i>(è il mio preferito in assoluto. Se avete Now tv, lì è disponibile fino a marzo mi pare)</i><br /><i><br /></i> <div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-IJfXH1TxFbk/WIyC5BvVtHI/AAAAAAAACh4/bATZs7Y3P3syov0GOQ9gpJ-MUB0QPhg8ACEw/s1600/d257c5b6f3719c49a5b4466e9ce410c1.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-IJfXH1TxFbk/WIyC5BvVtHI/AAAAAAAACh4/bATZs7Y3P3syov0GOQ9gpJ-MUB0QPhg8ACEw/s1600/d257c5b6f3719c49a5b4466e9ce410c1.webp" /></a></div><i><br /></i><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-N2y9k8YdC5o/WInYxokTmrI/AAAAAAAAChc/2-b8ePowzGo71vvUHrMXNXt5YvUW42KiACPcB/s1600/mommy-2014-xavier-dolan-06.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-N2y9k8YdC5o/WInYxokTmrI/AAAAAAAAChc/2-b8ePowzGo71vvUHrMXNXt5YvUW42KiACPcB/s1600/mommy-2014-xavier-dolan-06.webp" /></a></div><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><br /><br /><br /></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-84708668706708250132017-01-11T12:39:00.000+01:002017-01-11T12:39:06.385+01:00Se avessi un'altra vita, rifarei tutto quello che ho già fatto.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-gh8yFgzy-gs/WHYXBW8woEI/AAAAAAAACfs/wg881e6v6mUHdLYo5Db2n90u59tY0QVogCLcB/s1600/tv.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-gh8yFgzy-gs/WHYXBW8woEI/AAAAAAAACfs/wg881e6v6mUHdLYo5Db2n90u59tY0QVogCLcB/s1600/tv.webp" /></a></div><div><br /></div><div style="text-align: justify;">Mi pare di sentirlo il "<i>che noia"</i> spandersi veloce nell'aria fino ad arrivare ai valichi alpini. Invece no, perché se fai i conti con una specifica conformazione mentale/sentimentale che rende faticoso l'affrontare qualsiasi attività, penseresti anche tu di aver bisogno di due o tre repliche, per capire davvero cosa succede e agire coerentemente, invece di agitare a caso gli arti. </div><div><div style="text-align: justify;">Nella seconda vita farei tutto meglio fino a sembrare più intelligente, perché un conto è esserlo - lo sono, sì, ok? Grazie ciao - ma <i>far capire</i> di esserlo è un'altra storia, no? ha a che fare con la comunicazione, con il messaggio che riesci a mettere insieme e a <i>come </i>lo metti insieme, all'aspetto che ha. Se hai bisogno di tempo per raccogliere le informazioni, fare la scrematura delle tue sovrastrutture, eliminare gli impicci vari che ti rendono sempre sottilmente aggressiva o drammaticamente chiusa, se hai bisogno di tutto questo tempo per svolgere questa lista di azioni preliminari alla comunicazione, come cavolo fai? </div><div style="text-align: justify;">Una replica, due, tre, settecentoventi, sarebbe perfetto. </div><div style="text-align: justify;">Come quando rileggo un racconto per capire se c'è qualcosa che non va e se si può aggiustare. Vorrei essere una di quelle che lo capisce subito, ma no devo rileggerlo, ed è giusto farlo, mi è consentito. Oppure come adesso che ho rivisto <i>Breaking Bad</i> ed era tutto diversissimo. Chi lo sa cosa guardavo la prima volta, che non mi ha fatto vedere quello che ho visto la seconda. Ma ho potuto rivederlo ed è stato bello e utile. </div></div><div style="text-align: justify;">Rivedrei tutto, rileggerei tutto, parlerei ancora di nuovo con tutti quelli con cui ho parlato perché non ho idea di cosa abbiano detto, di cosa mi sia persa con tutto quel disturbo in sottofondo, e quante chance di dire la mia.</div><div style="text-align: justify;">Ieri sull'agenda ho scritto una cosa che forse ha a che fare con tutto questo, con l'impossibilità di rifare e la necessità allora di <b>arrangiarsi in qualche altro modo</b>, e mi sono sentita proprio bene. </div><div style="text-align: justify;">Non mi sto lagnando, ecco, ma non so se si capisce.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-81148807024171814592016-11-16T12:52:00.000+01:002016-11-16T13:46:43.552+01:00Cominciare da qualche parte.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-086axOz2auU/WCxICPukn3I/AAAAAAAACdE/M6tyMUkosEctXytG-DYvRiey49YxhWWwQCLcB/s1600/mastro.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-086axOz2auU/WCxICPukn3I/AAAAAAAACdE/M6tyMUkosEctXytG-DYvRiey49YxhWWwQCLcB/s1600/mastro.webp"></a></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Il nostro giradischi si è rotto. Non era un oggetto di particolare qualità - era il nostro primo giradischi, ci è servito a riavvicinarci all'idea che la musica sia contenuta fisicamente in degli oggetti, come quando compravamo i cd - ma è stato più che sufficiente per oltre due anni e ha fatto il suo lavoro egregiamente. Adesso dobbiamo comprarne uno nuovo e lo vogliamo di qualità un po' migliore.</div><div style="text-align: justify;">Allora ho iniziato a fare ricerche, capire le marche, i pezzi che ci vogliono, le fasce di prezzo. Sono finita su un forum di patiti dell'alta fedeltà. Leggo il thread di un signore che dice più o meno così:</div><br><blockquote class="tr_bq" style="text-align: justify;">Svuotando la soffitta con l'aiuto di mio nipote sedicenne, ho scovato un vecchissimo giradischi e il ragazzo ne è rimasto affascinato. Vorrei comprargliene uno con cui cominciare, in modo che capisca effettivamente se può piacergli, se vorrà comprare dischi, se si appassionerà. Ho visto che esistono quelli compatti con le casse integrate. So che non sono di grande qualità, però insomma è per iniziare e contenere la spesa, in vista magari di acquisti successivi. Voi che dite? Mi consigliate? </blockquote><br><div style="text-align: justify;">Ecco, no. I patiti dell'alta fedeltà non sono programmati per dare consigli, sostengono che sia meglio prendergli delle cuffie da 200€ da attaccare al pc, piuttosto che regalargli una cinesata. Il signore è perplesso e si scusa per non essere stato chiaro: vuole regalargli un giradischi, non delle cuffie. Ma quelli continuano a dire che forse è meglio regalargli un anno di abbonamento a Spotify. Un patito dell'alta fedeltà, impietosito, gli dice che per la misera cifra che vuole spendere può forse trovare un giradischi anni '80 usato e un amplificatore giapponese del '79 su ebay, ma non avendo lui conoscenze in merito deve fare attenzione ai pacchi. Se vuole orientarsi sul nuovo la spesa sarebbe intorno ai 750€ tra giradischi, amplificatore e casse decenti. Non eccellenti, decenti. Comunque <i>entry level</i>, ma almeno di qualità.</div><div style="text-align: justify;">Il signore risponde ancora un paio di volte, poi scompare.</div><div style="text-align: justify;">Ho riso molto, poi mi sono sinceramente dispiaciuta per il signore, poi mi sono incazzata con i lord dell'alta fedeltà. È certamente vero che in ogni campo ci sono gli appassionati, i patiti, i fanatici, però poi ci sono pure gli stronzi e questa è una verità che non riesco mai ad accettare. Non c'è niente di male a regalare un apparecchio Majestic o Akai o salcazzo a un sedicenne che potrebbe voler capire se gli piace avere in cameretta un giradischi. Ma no, è troppo difficile immedesimarsi: o gli fai ascoltare davvero bene gli ottoni nel <i>Requiem </i>di Mozart diretto da Von Karajan o meglio che lo metti davanti a un bel video di Benji e Fede su Youtube con gli spot nel mezzo.</div><div style="text-align: justify;">Noi abbiamo avuto un giradischi senza pretese e ci abbiamo ascoltato la musica che ci piace, nonostante il suono non fosse puro. Adesso vogliamo un giradischi migliore, è una bella cosa. </div><div style="text-align: justify;">Non è offensivo o ridicolo voler cominciare da qualche parte. </div><div style="text-align: justify;">È come se qualcuno mi chiedesse un consiglio di lettura per una tredicenne che sta iniziando a vedere i libri non più come un obbligo della scuola ma come un piacere, e gli rispondessi che, se proprio deve leggere, tanto vale leggere Proust in francese o lasciar perdere. </div><br><br></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-91621127830441665932016-10-03T18:38:00.000+02:002016-10-03T18:38:07.338+02:00Da una parte tutto e dall'altra niente.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Quando avevo tredici anni una mia amica mi mise in braccio il suo coniglio domestico: un affare caldissimo e lungo quanto lo spazio che andava tra la mia spalla e l'ombelico. Fece in tempo a respirarmi contro il seno solo una decina di secondi prima che lo restituissi di corsa alla padrona.</div><div style="text-align: justify;">L'altro giorno ho abbracciato una persona che era insieme felice e in preda al panico. Era quello che mi sentivo di fare ma ho anche <i>dovuto </i>farlo per evitare che mi guardasse in faccia. Indossavo una t-shirt sottile di cotone e veniva un calore inumano dalla sua parte, mentre io ero calda il solito. Il suo cuore mi batteva contro lo sterno, picchiava attraverso strati di vestiti contro la mia gabbia toracica, ma ero già lontana anni luce, seduta nell'angolino di un altro sistema solare a riflettere su di me e su tutto il materiale che quella felicità aveva dissotterrato. Questa persona mi ha tenuto stretta per lunghissimi secondi e io pensavo a un coniglio vecchio di quasi vent'anni che mi aveva fatto impressione tenere addosso e a come fosse strano sentire nelle orecchie non il mio flusso sanguigno, ma quello di un altro.</div><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-bxO6OUeT9CA/V_J1Ni1YQ8I/AAAAAAAACB0/p5KDtYqDHUIYhdt5I92sf3aNaa-LSXMzACLcB/s1600/black-swan-movie-screencaps.com-622.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-bxO6OUeT9CA/V_J1Ni1YQ8I/AAAAAAAACB0/p5KDtYqDHUIYhdt5I92sf3aNaa-LSXMzACLcB/s1600/black-swan-movie-screencaps.com-622.webp" /></a></div><br /></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-29011020548194766212016-09-06T00:20:00.000+02:002016-09-06T12:03:56.929+02:00La ricerca del cretino.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://3.bp.blogspot.com/-6zDqWUPwFGQ/V83ugthdkUI/AAAAAAAACBg/aekBMlJtuhk0CLvj1ZNZXZua_ZL4zjECwCLcB/s1600/photo-1468354149198-4942cb814c89.jpe" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="https://3.bp.blogspot.com/-6zDqWUPwFGQ/V83ugthdkUI/AAAAAAAACBg/aekBMlJtuhk0CLvj1ZNZXZua_ZL4zjECwCLcB/s1600/photo-1468354149198-4942cb814c89.jpe"></a></div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Non lo so se è fisiologico, voglio dire: che dopo un po' internet inizi a seccarti, che non ci trovi più le cose giuste, che diminuiscano quelle che ti piacciono, che i siti inizino a starti antipatici come le persone - perché i siti <i>sono fatti da persone</i> e quindi il ragionamento un poco fila. Allora finisci per leggere quelle tre o quattro cose scritte da quelle tre persone o quattro di cui ti fidi ancora, interagisci con quei cinque account che ti fanno sorridere o di cui hai conosciuto personalmente i pupari e il resto boh, è il rumore del frigorifero di notte. </div><div style="text-align: justify;">Mi allontana soprattutto la ricerca del cretino che molti fanno in occasione di una morte o di una tragedia, ma a ben pensarci anche in occasione di cose belle o neutre tipo i concerti e i programmi alla televisione. Penso proprio che alcuni ci provino gusto a scovare quello che tuitta di non conoscere il morto, quello che dice la porcata durante il terremoto, quello che dice quanto siamo cretini in base a chi piangiamo durante le stragi, quello che non conosce la differenza tra <i>è </i>ed <i>e</i>, quelli delle scie chimiche e i fruttariani. Voglio dire: come fai a non prenderli in giro i fruttariani, in certi casi è persino moralmente giusto farlo, ma non succede mai che dopo aver fatto la bulla io mi senta particolarmente vicina agli altri che hanno fatto i bulli insieme a me, sebbene la pensi esattamente come loro. Non mi diverto a sembrare più intelligente di uno che mangia solo mele o che vota Salvini, sebbene è molto probabile che lo sia. Forse con l'età mi sono rammollita o magari la ricerca del cretino non è una cosa intelligente come potrebbe sembrare. </div><div style="text-align: justify;">Non guardo - ma li ho guardati nel passato - i programmi di Maria De Filippi e verrebbe da dire che ho poco in comune con quelli che ne fanno ogni giorno il livetweeting. Però certe volte penso che siano mossi da qualcosa di migliore, e in fin dei conti semplicemente si divertano a commentare una roba indefinibile come <i>Temptation Island</i> e perciò, in ultima analisi, caghino meno il cazzo di noi quando urliamo "Guarda mamma, come sono più intelligente della media"<i>.</i></div><div style="text-align: justify;">La differenza la vedo nel movente.</div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-60079310404216015922016-08-10T16:25:00.000+02:002016-08-10T16:25:31.871+02:00Filatelia.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div dir="ltr"></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-fTqAcmxkQfw/V6s4qI0KTqI/AAAAAAAACBM/JRoNUO0Ekmom7pWWV3rFfUeMVWRaowHAQCLcB/s1600/photo-1467321638755-7246fd0dc1f3.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-fTqAcmxkQfw/V6s4qI0KTqI/AAAAAAAACBM/JRoNUO0Ekmom7pWWV3rFfUeMVWRaowHAQCLcB/s1600/photo-1467321638755-7246fd0dc1f3.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Alle volte le cose che più mi piace fare mi estenuano. Desidero così ardentemente farle in ogni momento, ritaglio quindici minuti per potermici dedicare, se non mi ci dedico mi intristico e mi sento in colpa, ragiono sulla mia vita sul perché dovrebbe valere la pena lavorare o vivere se non c'è poi la forza o il tempo. Ecco come mi estenuano , le cose che più mi piace fare.</div><div style="text-align: justify;">Così alle volte mi arrendo perché, ehi, sono solo delle cose che mi piace fare, tipo un hobby, tipo la filatelia. Può piacerti da morire, ma non è necessario riempire faldoni di francobolli. Sei un piccolo animaletto felice quando giri per francobolli e ne trovi alcuni che cercavi e magari ci spendi pure parecchi soldi. Ma se non farlo ti avvelena le giornate, amen, allora ci metti una croce sopra. Niente più francobolli. Sono solo pezzetti di carta che ti piace infilare in buste di plastica. È vero, il lavoro o la vita ti sottraggono tempo, ma non è che puoi preferire i francobolli alla vita.</div><div style="text-align: justify;">Ecco come mi arrendo, alle volte. Solo che spesso, quando mi arrendo, saltano fuori francobolli dappertutto.</div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-31850767876604325462016-07-13T18:13:00.001+02:002016-07-13T18:21:14.794+02:00Gli auguri del compleanno.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div dir="ltr"></div><div style="text-align: justify;">Nel luglio di dieci anni fa io, mia mamma e mia sorella abbiamo fatto una specie di fuga rocambolesca per metterci in salvo. Ci siamo trascinate dietro i borsoni già pronti, pieni di vestiti per le vacanze, e ci siamo chiuse dietro la porta di casa. Non siamo più tornate. La pentola con l'acqua per la pasta bolliva ancora sui fornelli e rimase a bollire chi lo sa per quante ore. Fui io a mettermi al volante e a spingere fin giù l'acceleratore con le infradito ai piedi. Mi ricordo di aver corso follemente tipo Cary Grant ne <i>Il sospetto</i> di Hitchcock ma, in tutta onestà, possiamo dire che Cary Grant stesse effettivamente guidando a folle velocità ne <i>Il sospetto</i> di Hitchcock? Bisogna ammettere che è un poco difficile fare il Nürburgring tra piazza Nazionale e la rampa della tangenziale a , ma ci metterei la mano sul fuoco di aver corso più del vento quel giorno, allora forse è vero che la realtà non è che il nostro paesaggio interiore.</div><div style="text-align: justify;">Abbiamo masticato questo episodio per dieci anni. Non che ogni sera ci sedessimo a tavola e ne discutessimo, eh, ma quella corsa in macchina ha generato tutti i cambiamenti successivi. Il fatto stesso che sedessimo <i>noi</i> <i>tre </i>a <i>quella</i> tavola era diretta conseguenza della corsa in auto. Come fai a ignorarla. È un momento cardine, il Prima e il Dopo anche se sotto forma di un giorno come un altro.</div><div style="text-align: justify;">Ebbene, io mi ricordo che in macchina ridevamo. Non c'era davvero un cazzo da ridere, il nostro non era un metaforico metterci in salvo: ci stavamo <i>veramente</i> salvando la pelle e la carne, però una di noi tre fece una battuta su come fossimo brutte tutte sudate, con i vestiti da casa e le infradito ai piedi, e allora scoppiammo a ridere. E, mano a mano che durante questi dieci anni abbiamo masticato quella corsa in macchina, abbiamo riso sempre di più. Gli anni passavano e aggiungevamo particolari divertenti alla corsa in macchina e non solo a quella: anche a tutte le altre corse in macchina che siamo state costrette ad affrontare - metaforiche e non.</div><div style="text-align: justify;">Questo rimaneggiare il nostro canovaccio drammatico è merito di mia madre. Non ci sono santi. Da quel momento in poi abbiamo avuto a disposizione infinite attitudini per vivere, e per noi tre lei scelse questa: che fossimo quelle che ridevano della vita, della morte, della paura, mentre sperimentavano la vita, la morte e la paura.</div><div style="text-align: justify;">Non è così scontato. Mi ripeto, credo ci fossero milioni di alternative, però lei ha fatto questa scelta perché è un'ottima persona. Non l'ha fatta perché è una donna o perché è nostra madre - pare che ultimamente le madri siano esseri soprannaturali investiti da grazia divina non appena scoprono di essere incinte - l'ha fatta perché è una persona a posto.</div><div style="text-align: justify;">Domani compie settant'anni. È una donna molto divertente - se mi leggete in giro magari lo avrete intuito. Le ho visto tirarsi fuori tanta forza, ma vedo in lei tutte le ansie che ho anche io, più chissà quali altre che non mi dice. Se rispondo al telefono, dall'altra parte mi dicono che ho la sua stessa identica voce, e me ne compiaccio come fosse un merito. Vediamo le serie tv insieme, leggiamo gli stessi libri. </div><div style="text-align: justify;">La amo di un amore incalcolabile e di difficile comprensione, al di fuori com'è di ogni motivazione romantica e di sangue. Non la amo in maniera incondizionata, per il fatto che è mia madre e così deve essere e i figli sono i figli e le mamme sono le mamme e la natura ci dice come comportarci - quante stronzate - la amo solo perché se l'è grandemente meritato.<br><br><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-7ohFyVMy8Ec/V4Zb0NC8GHI/AAAAAAAACAc/9_2XfCXqsykwcHtXUMizD4Vb5MxWn8H2wCLcB/s1600/IMG_20160713_171653.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-7ohFyVMy8Ec/V4Zb0NC8GHI/AAAAAAAACAc/9_2XfCXqsykwcHtXUMizD4Vb5MxWn8H2wCLcB/s1600/IMG_20160713_171653.webp"></a></div><br></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-89992029173602231222016-07-05T21:07:00.000+02:002016-07-06T12:57:03.131+02:00Libri brutti.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div dir="ltr"></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-c08ncR7Df5Q/V3wD-A2oGoI/AAAAAAAACAE/k9z8sKdGWOA_5jty3p_MMU9pDQMTLftdACLcB/s1600/merm1.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-c08ncR7Df5Q/V3wD-A2oGoI/AAAAAAAACAE/k9z8sKdGWOA_5jty3p_MMU9pDQMTLftdACLcB/s1600/merm1.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Ho appena finito di leggere quello che ritengo un Libro Brutto. Ebbene, i Libri Brutti sono davvero importanti se vi piace scrivere, un po' meno se vi limitate a leggere, ma credo che anche in questo caso siano capaci di fornirvi un utile servizio.</div><div style="text-align: justify;">In un Libro Brutto possono essere condensati molte scritture che odiate, molti trucchetti che sgamate subito, oppure anche un solo trucchetto, un solo luogo comune che senza vergogna si ripete per centinaia di pagine, una sola attitudine che vi fa girare gli occhi all'indietro e parlare aramaico alla rovescia. L'ambientazione vi sembra pretestuosa, nessuno dei sentimenti descritti l'avreste mai descritto così e, se non avete mai scritto, nessuno dei sentimenti descritti vi si mostra come in un'epifania: non piangete mai, non sorridete mai, non pensate <i>questo è quello che ho sempre provato ma solo questo tizio l'ha saputo mettere per iscritto</i>. Io ho pianto leggendo quello che DFW scriveva della timidezza che è una cazzo di malattia, la mia malattia, e mai ne avevo letto con tanta chiarezza e violenza. Così dovrebbe succedere, invece niente. Tutto il tempo a prendere le distanze da questo Libro Brutto.</div><div style="text-align: justify;">Però continuate, andate avanti perché siamo nati per soffrire e comunque la storia va giù liscia. Tra l'altro se n'è parlato tanto - nell'ecosistema twitter, solo qualche mese fa, tutti gli organismi viventi non facevano che citare e fare foto alla copertina proprio di quel libro lì - così arrivate alla fine, come ho fatto io proprio cinque minuti fa, e scomodate gli antichi dei pagani spergiurando che non scriverete mai una cosa del genere e abbandonerete alla pagina tre il prossimo Libro Brutto perché la lettura è sacrosanta e non la potete intossicare. </div><div style="text-align: justify;">Però è il caso che vi calmiate come ho appena fatto io, perché - <i>surprise surprise</i> - siete diventati lettori appena un po' migliori, scrittori di diari segreti appena più capaci di cinque minuti fa.</div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-77519344605935189912016-06-30T16:55:00.000+02:002016-06-30T16:55:14.517+02:00Tag.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-f0bykQegPjM/V3Ur3LZBujI/AAAAAAAAB_0/UGWsleHWkzUzpuadn3YGgOJwvb-RxnvRwCLcB/s1600/photo-1466171488221-e15f4c40e9e4.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-f0bykQegPjM/V3Ur3LZBujI/AAAAAAAAB_0/UGWsleHWkzUzpuadn3YGgOJwvb-RxnvRwCLcB/s1600/photo-1466171488221-e15f4c40e9e4.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Avevamo una lunghissima Lancia beige che mio padre teneva in garage quando ancora abitavamo nella torbida provincia napoletana. Sulla strada di casa doveva sterzare e percorrere una discesa scura per infilarsi sottoterra e, nello spazio di questa manovra, le chiavi appese nell'accensione facevano sempre lo stesso rumore, sempre la stessa sospensione dei tintinnii immediatamente precedenti, poi due secondi di silenzio e un'oscillazione più lenta ma costante, che si interrompeva solo quando papà parcheggiava e spegneva il motore.</div><div style="text-align: justify;">In ogni viaggio di ritorno mi addormentavo sul sedile posteriore e quel cambiamento di ritmo mi svegliava puntuale per fornirmi le coordinate del momento: la strada è finita, siamo arrivati a casa, tutto procede come previsto, all quiet on the western front.</div><div style="text-align: justify;">Anche adesso mi pare che suoni e rumori - persino alcune composizioni più articolate - agiscano alla stessa maniera delle chiavi della Lancia: il punto non è se mi emozionino, mi spaventino o mi ricordino qualcosa, quanto che mettano in ordine il paesaggio e gli attribuiscano un significato, come fanno i tag. </div><div style="text-align: justify;">Quando premi il pulsante della macchina del caffè io mi sveglio e inizia il giorno, quando parte <i>Doomed to live</i> alla fine di ogni puntata di Gomorra, qualcosa sta per succedere, forse qualcuno morirà: ma non è la cosa che più mi importa, come non è importante il fatto che apra gli occhi. Ciò che conta è la ripetizione, l'intimità dei punti cardinali.</div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-32296193744527273582016-06-27T12:14:00.000+02:002016-06-27T12:14:23.714+02:00La ricerca del significato.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Ci faccio sempre caso quando mi sposto dalla musica straniera a quella italiana, dal romanzo tradotto al romanzo italiano, dal film americano a quello italiano perché vuol dire che ho bisogno di un significato che mi arrivi diretto, senza codici, melodie, schemi culturali che sono sì parenti, ma comunque acquisiti. Allora basta New York, Parigi, North Dakota, Yorkshire, il banjo, la Scozia, il college, <span style="background-color: white; font-family: inherit; line-height: 1.2;">À</span> bout le souffle. Sarà l'afa che ovatta i nervi, il cervello: pare che in questi posti ci metta un'infinità ad arrivare e poi, una volta lì, sono sorda e non sento niente. </div><div style="text-align: justify;">Questo è il momento in cui devo rimanere a casa, parlare dialetto e tornare a capire.</div><div style="text-align: justify;">Mi piace pensare che sia parte di un percorso - a dir la verità non è che mi piace: è che spesso è stato così, parte di un percorso. </div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-AfWhyGMuBZc/V3D71iWECzI/AAAAAAAAB_k/zVp-fbbFKIsWoQgAWzzU0t8D85uqZq6IACLcB/s1600/photo-1429080695038-cdf6ae5dbc13.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-AfWhyGMuBZc/V3D71iWECzI/AAAAAAAAB_k/zVp-fbbFKIsWoQgAWzzU0t8D85uqZq6IACLcB/s1600/photo-1429080695038-cdf6ae5dbc13.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-41673723209237461012016-05-10T17:48:00.000+02:002016-05-10T17:52:30.562+02:00Se alle 10 di sera hai voglia di salmone affumicato, esci a vai a comprarlo.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Mi limito a infilare le scarpe da ginnastica e rimango vestita come sto, con la felpa da casa e senza reggiseno, però ho la decenza di buttarmi addosso il parka e così andiamo al Carrefour aperto tutta la notte. Sono struccata, con i capelli crespi per il casco, il vento caldo preso in Vespa mi è entrato in bocca e negli occhi e mi fa lacrimare polline. Mi sento bellissima mentre spendiamo 20 euro perlopiù in gelato e salmone, e torniamo a casa senza una sola preoccupazione al mondo - qualcuna, ma lontanissima - perché siamo nel momento della nostra vita in cui, di una cosa, decidiamo semplicemente se è adatta a noi o no, se ci va di farla o no, se l'accettiamo o la rifiutiamo. Non è come avere genitori permissivi. Non mi viene <i>concessa </i>nessuna libertà di azione: agisco se allungo la mano, qualsiasi movimento è la conseguenza di una volontà compatta che proviene solo da me. Non ho avuto modo di rendermene conto fino a 31 anni ma tant'è, non c'è da ragionare sui motivi o fare riflessioni: tra quando ho comprato la mia prima bici e quando ho comprato il salmone, in un momento tra venerdì e domenica, ho sentito la vertigine della libertà, della paura e delle possibilità.</div><div style="text-align: justify;"><i>Possiamo fare qualsiasi cosa</i>: mi sembra da non credere, ecco perché devi ricordarmelo di continuo.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-Pg1tQ1WgbHc/VzIBswrJspI/AAAAAAAAB-k/-f69pJ4RiIovhrIpkPgK_IZZXqTLiqXLACLcB/s1600/pexels-photo-83202.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-Pg1tQ1WgbHc/VzIBswrJspI/AAAAAAAAB-k/-f69pJ4RiIovhrIpkPgK_IZZXqTLiqXLACLcB/s1600/pexels-photo-83202.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-40170020591763421592016-05-06T00:05:00.002+02:002016-05-06T00:05:45.475+02:00Un film con Wesley Snipes ambientato a Bucarest.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Ho notato che alcune persone si mettono sulla difensiva appena apro bocca, succede molto di frequente negli ultimi tempi, come se percepissero una minaccia o un giudizio provenire dalle mie parti. Questo può certamente accadere, ma se siamo arrivati qui non è importante: vedo che si ritraggono e il cervello mi è già esploso: sto già pensando ai messaggi che lancio, ci sto già rimanendo male perché non vorrei sembrare aggressiva se non in casi molto specifici e sotto stretta sorveglianza, sto già pensando a come rimediare a questo ascesso di aggressività - e a questo punto sto già ridendo per dissimulare, per dire <i>Vedi come sono totalmente non aggressiva? Vedi come rido dell'ultima frase che hai pronunciato? Vedi come sono a mio agio con l'autoironia, come rimedio brillantemente? </i></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://1.bp.blogspot.com/-B_b76J0T0Jw/VyvCKoN6ZeI/AAAAAAAAB-U/w3DjQC3DvQQAcyN_LupV2iFjA8bEipCRwCLcB/s1600/photo-1453668069544-b8dbea7a0477.jpe" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-B_b76J0T0Jw/VyvCKoN6ZeI/AAAAAAAAB-U/w3DjQC3DvQQAcyN_LupV2iFjA8bEipCRwCLcB/s1600/photo-1453668069544-b8dbea7a0477.jpe" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Tutte quelle sullo zen sono molto sagge, ma si tratta comunque di grandi stronzate che richiedono uno sforzo cane. Quelli zen riescono a concentrarsi solo su se stessi ma non credo di avere la sicurezza necessaria per farlo: penso a me per come sembro a te e come sembro a me, penso a come mi piaccio e quanto posso spostarmi da lì per piacerti, e le duetre versioni non coincidono mai, sto sempre a controllarmi allo specchio, a mettere qualcosa a posto per corrispondere sempre a quella che voglio essere e a quella che è il caso che sia e a quella che ancora non conosco ma che mi si può mettere davanti all'improvviso. Ad esempio, forse domani mi compro una bici e si tratta di una cosa del tutto inaspettata, impossibile da inserire in uno scenario che mi sia familiare. Eppure mi è parsa una buona idea e con ogni probabilità comprerò una bici e ne sono felice. Un gesto semplicissimo che però è un altro oggetto estraneo di cui devo calcolare le dimensioni. Se dicessi queste cose all'Architetto adesso, risponderebbe <i>Fermafermaferma, che te ne fai di tutto questo pensare, non ti serve a niente, domani andiamo a comprarti la bici rosa</i>, e avrebbe ragione, sarebbe la cosa giusta da dirmi, intimare l'alt, fermarmi la testa premendo forte con le mani sulle orecchie per riportarmi alla precisione di questo momento: seduta felice sul divano con lui di fianco che lavora, e in sottofondo un film con Wesley Snipes ambientato a Bucarest che è una cosa così assurda che non credevo nemmeno esistesse. </div><div style="text-align: justify;"><i> </i></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-91187032294238458722016-04-13T19:29:00.001+02:002016-04-13T19:29:52.913+02:00Questo è un momento che ritaglio per l'ansia.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Sono esattamente come tutti gli altri, quelli che per iniziare la palestra devono comprarsi le Nike da un quarto di milione di euro, per fare yoga scovano il tappetino ingegneristico che viene dall'Australia, per cuocere una torta di mele aspettano di possedere la teglia norvegese con i i cervi in rilievo e per bere il tè si fanno arrivare il matcha dal Giappone. </div><div style="text-align: justify;">Mi sono rimessa a scrivere ma solo perché ho preso un portatile nuovo e prego gli dei vecchi e nuovi che starò ancora scrivendo fra tre mesi, perché la vita mi ha sorriso sempre un po' più forte quando ho buttato il sangue e gli occhi sullo schermo, ma non lo so non lo so, è difficilissimo fare tutte le cose che alle persone adulte si richiede di fare, figuriamoci inserirci in mezzo cose che non interessano a nessuno tranne che a te. C'è uno smottamento di vita vera che ti corre dietro e occupa tutto lo spazio che c'è e non ce ne rimane per nient'altro.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="https://1.bp.blogspot.com/-b8Lp4XmiqgY/Vw6BVIxhrxI/AAAAAAAAB9w/rL8H8foXExoodvCnQ0Pvt5dFzwvCaD8qACLcB/s1600/photo-1453974336165-b5c58464f1ed.jpe" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="https://1.bp.blogspot.com/-b8Lp4XmiqgY/Vw6BVIxhrxI/AAAAAAAAB9w/rL8H8foXExoodvCnQ0Pvt5dFzwvCaD8qACLcB/s1600/photo-1453974336165-b5c58464f1ed.jpe" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div><div style="text-align: justify;">Ad esempio, questo è un piccolo momento che ritaglio per l'ansia, per fare ad alta voce l'elenco delle paure, per dire che sono incapace e fra tre giorni smetterò di scrivere e non riuscirò bene in niente e dieci anni fa riuscivo a parlare con la gente mentre adesso non mi va più e dovrei accontentare tutti quelli che mi vogliono bene e poi anche me stessa. La vita vera sembra essersi curvata sulle linee giuste assottigliando così il nervosismo e lo spazio per il malumore. Ma questo momento <i>lo devo ritagliare</i> perché l'ansia, il nervosismo e il malumore sono stati per 31 anni un lato del carattere e allora come faccio, non ho più la cifra del mio comportamento. </div><div style="text-align: justify;">Sono felice e sotto la superficie ho paura e sotto la paura c'è l'ansia e sotto ancora più in profondità c'è il centro della Terra e nel nucleo forse un altro poco di felicità, e sono fatta così, non è che si possono saltare le parti nel mezzo. </div><br /><br /><br /></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-8009955978363436722016-03-17T16:39:00.000+01:002016-03-17T16:39:00.692+01:00Generi di conforto.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">La questione in breve: un lungo periodo in cui ho solo bisogno di essere capita, abbracciata, pacchette sulle spalle, carezzine sulla testa, e giaccio del tutto incapace di capire, abbracciare, dare pacchette, fare carezzine.</div><div style="text-align: justify;">Sono grande abbastanza per sapere che non può funzionare, che chi mi sta di fronte vuole a sua volta di rimando la gloriosa combo affetto/amore/comprensione/compassione. Quindi siamo tutti in stallo. Cosa voglio io, cosa vuoi tu, cosa ti posso dare, meglio rimanere fermini ai nostri posti e fingere di fare <i>birdwatching</i>. </div><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-bKmOv_qUBY8/VuqZ2jobdfI/AAAAAAAAB84/XTYtHS9Nr08VMRrE3o0sMQPg51yfDoufg/s1600/stallo.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-bKmOv_qUBY8/VuqZ2jobdfI/AAAAAAAAB84/XTYtHS9Nr08VMRrE3o0sMQPg51yfDoufg/s1600/stallo.webp" /></a></div><br /><span style="text-align: justify;">Grazie agli dèi non solo le persone possono attaccare cerotti sul nostra personcina interiore, ma anche i film, le torte, gli oggetti acquistati compulsivamente, i libri. Evviva! Urrà! Libiamo! Loro non conoscono il significato del termine </span><i style="text-align: justify;">reciprocità</i><span style="text-align: justify;">!</span><br /><div style="text-align: justify;">Nel caso aveste bisogno, eccovi servito l'agile elenco di oggetti inanimati che mi hanno confortato/emozionato/fatto piangere le lacrime che mi avvelenavano, senza chiedermi nulla in cambio. <i>No more</i> <i>abbraccini dati al vento</i>! <i>No more darsi a qualcuno e pentirsene!</i> <i>No more do ut des!</i></div><div style="text-align: justify;">Oggi è la giornata in cui possiamo riabilitare i rapporti univoci senza vergognarci. Qualche volta non abbiamo la forza di ricambiare niente, nemmeno una stretta di mano: va così, pace. Non siamo per questo delle brutte persone.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;"><b>- </b><a href="http://www.mymovies.it/film/2015/room/" target="_blank">Room</a> è il film, tra quelli nominati agli Oscar che più mi è piaciutOPS, volevo dire dilaniato. Piangete fieri e abbiate paura del mondo mentre pregate che il cassone di un pickup sia grande abbastanza per srotolarci un tappeto.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">- <a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845918599" target="_blank">I diari di Sylvia Plath</a> possono sul serio essere di un qualche conforto per chicchessia su un sentimento a caso? La mia risposta è sì. Siamo tutti sia deboli che forti che le sfumature in mezzo e proprio lei può insegnarti che il forno non rappresenta l'unica via.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">- <a href="http://www.fandangoeditore.it/shop/coconino-press/quaderni-giapponesi/" target="_blank">Quaderni Giapponesi</a> dilata il tempo entro cui è socialmente accettato rimanere fermi a fissare un disegno.</div><br /><blockquote class="instagram-media" data-instgrm-captioned="" data-instgrm-version="6" style="background: #fff; border-radius: 3px; border: 0; box-shadow: 0 0 1px 0 rgba(0 , 0 , 0 , 0.5) , 0 1px 10px 0 rgba(0 , 0 , 0 , 0.15); margin: 1px; max-width: 658px; padding: 0; width: 99.375%;"><div style="padding: 8px;"><div style="background: #F8F8F8; line-height: 0; margin-top: 40px; padding: 50.0% 0; text-align: center; width: 100%;"><div style="background: url(data:image/png; display: block; height: 44px; margin: 0 auto -44px; position: relative; top: -22px; width: 44px;"></div></div><div style="margin: 8px 0 0 0; padding: 0 4px;"><a href="https://www.instagram.com/p/BC5ZVIhkInw/" style="color: black; font-family: "arial" , sans-serif; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 17px; text-decoration: none; word-wrap: break-word;" target="_blank">I libri con le figure.</a></div><div style="color: #c9c8cd; font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px; margin-bottom: 0; margin-top: 8px; overflow: hidden; padding: 8px 0 7px; text-align: center; text-overflow: ellipsis; white-space: nowrap;">Una foto pubblicata da Marianna (@cosechenonesistono) in data: <time datetime="2016-03-13T14:37:05+00:00" style="font-family: Arial,sans-serif; font-size: 14px; line-height: 17px;">13 Mar 2016 alle ore 07:37 PDT</time></div></div></blockquote><script async="" defer="" src="//platform.instagram.com/en_US/embeds.js"></script> <br /><br /><br />- Questo brano.<br /><br /></div><iframe allowtransparency="true" frameborder="0" height="380" src="https://embed.spotify.com/?uri=spotify%3Atrack%3A1UlYggcZKbHXuSUhEiQ5AL" width="300"></iframe><br /><br />- <a href="http://www.dmail.it/spazzola-per-viso-a-batteria/prodotto/354460.html#scat=1126" target="_blank">La copia economica</a> dei massaggiatori viso costosi.<br /><br />- Il tè che compro <a href="https://www.instagram.com/qualcosadite/" target="_blank">qui</a> e voi comprerete altrove nelle vostre città. Il concetto è il tè con il calore che, generoso, ti concede senza remore, mentre tu hai le mani gelate come gli halibut di Groenlandia e gli rispondi concedendogli disagio.<br /><br /></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-11629240904466289392016-01-27T18:30:00.000+01:002016-01-27T18:36:40.309+01:00Perché continuiamo a parlare di Notting Hill?<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">O di <i>500 days of Summer?</i> O di <i>Pretty woman?</i> O di Bridget Jones<i>?</i> O di <i>La verità è che non gli piaci abbastanza</i>? O comunque di quelle commediole romantiche decenti, passabili, o persino carine che possono costituire un piacevole momento di intrattenimento se vi incappiamo una sera in cui non abbiamo altro da fare?</div><div style="text-align: justify;">Non sono appassionata di commedie romantiche. Forse perché si tratta di un genere che nella sua forma più moderna mi è parso sclerotizzarsi a una velocità spaventosa.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><b>Modello #1 - Il litigio che non emoziona nessuno</b></div><div style="text-align: justify;">Dopo vicende personali tristoline Lui e Lei si incontrano e si amano. Uno dei due però nasconde qualcosa e quando l'altro lo scopre si allontana. LA TENSIONE DRAMMATICA DURA SETTE MINUTI poi il colpevole corre all'aeroporto e si confessa a cuore aperto. Ricongiungimento.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><b>Modello #2 - La scalata al successo </b><b>che non emoziona nessuno</b></div><div style="text-align: justify;">Una Lei o un Lui emarginati per bruttezza/condizione familiare/sociale/secchionaggine vengono notati da una Lei o un Lui in un alcun modo perfettibili. Il brutto anatroccolo si trasforma in cigno e ricorda con nostalgia il suo passato ai margini per circa cinque minuti prima di proseguire sereno verso l'amore e una vita tutta nuova. Può portare con sé qualcosa di imbarazzante dalla vecchia, tipo: un amico puzzone e sboccato. </div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;"><b>Modello #3 - L'hipster </b><b>che non emoziona nessuno</b></div><div style="text-align: justify;">Lui e Lei sono vestiti di ocra, tweed, quadretti, bordeaux. Lei ha la frangetta, lui è bruttarello. Anche Lei può essere bruttarella. Il senso è che sono bruttarelli insieme, strani insieme, hanno le stesse manie che li fanno strani agli occhi degli altri. Ascoltano musica carina che poi andrete a cercare su spotify. Si lasciano tristolini, ma si rispettano.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Non riesco a individuare altri modelli, al massimo varianti e combinazioni di questi - famiglie strambe e famiglie normali, brutti anatroccoli in combo con matrimoni, hipster che si mentono e si ricongiungono all'aeroporto. Sono rassicuranti, gradevoli ma: vi fanno emozionare? Davvero, ve lo chiedo. Voglio sapere se ho il cuore di pietra, se non credo più nell'amore, se la tensione sessuale tra Ripley e il Caporale Hicks mi ha insegnato tutto quello che di importante c'era da sapere sull'amore, e fanculo le cene a lume di candela.</div><br><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-9i8-FP0crQk/VqjmwN6NXsI/AAAAAAAAB8Y/KkdG545R8P4/s1600/ripley_hicks.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-9i8-FP0crQk/VqjmwN6NXsI/AAAAAAAAB8Y/KkdG545R8P4/s1600/ripley_hicks.webp"></a></div><br><div style="text-align: justify;">No davvero, un canovaccio stra-usato <i>vi emoziona</i>? Non ci dormo la notte.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><div style="text-align: justify;">Questa tirata contro le commediole ben fatte ma trite prelude al colpo di scena. </div><div style="text-align: justify;">Ho trovato la mia commedia romantica e il mondo deve sapere. </div><div style="text-align: justify;">L'ho trovata e non la lascio più e voglio vederla quando sono triste quando sono felice quando sono normale. E ora che l'ho trovata ancor più mi chiedo: perché parliamo ancora di tutti i titoli di cui sopra, perché? Si può fare di meglio, si può fare qualcosa.</div><div style="text-align: center;"><br></div><div style="text-align: center;"><b><a href="http://www.imdb.com/title/tt0112471/" target="_blank"><i>Before sunrise</i></a>, (1995)</b></div><div style="text-align: center;"><b><a href="http://www.imdb.com/title/tt0381681/?ref_=tt_rec_tt" target="_blank"><i>Before sunset</i></a>, (2004)</b></div><div style="text-align: center;"><b><a href="http://www.imdb.com/title/tt2209418/?ref_=tt_rec_tt" target="_blank"><i>Before midnight</i></a>, (2013)</b></div><br><div style="text-align: justify;">I film sono tre, la storia una sola secondo i giochetti di Richard Linklater - per intenderci il regista di <i><a href="http://www.imdb.com/title/tt1065073/?ref_=fn_al_tt_1" target="_blank">Boyhood</a></i>. Che secondo alcuni, oltre a essere un coraggioso esperimento di direzione lungo 12 anni, è il film più palloso della storia. Ovviamente non sono d'accordo e tutte le mie lacrime vanno a chi la pensa così, ma l'avvertenza che vi sto per fare ha senso: non ci saranno simpatici siparietti fuori dai camerini di un negozio di abbigliamento, né anelli, né gente ubriaca che fa il karaoke, né alternanza di registri. </div><div style="text-align: justify;"><i><b>Ethan Hawke e Julie Delpy parlano tutto. il. cazzo. di. tempo.</b></i></div><br><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-UesTFulUO7A/VqdKQlg2KaI/AAAAAAAAB70/S3bnC01yMIU/s1600/tumblr_nbfuc5xmx11qb0st4o2_1280.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-UesTFulUO7A/VqdKQlg2KaI/AAAAAAAAB70/S3bnC01yMIU/s1600/tumblr_nbfuc5xmx11qb0st4o2_1280.webp"></a></div><br><div style="text-align: justify;">E io per tre sere consecutive sono stata attaccata allo schermo a sentirli parlare. Ma perché. Perché non ho guardato le notifiche di twitter? Perché non ho pensato alla ceretta inguinale come quando ho guardato i film di Woody Allen degli ultimi 5 anni?</div><div style="text-align: justify;">Perché è così che si innamora la gente: parlando dei nonni e dei genitori e del sesso e degli amori precedenti e dei viaggi e dei sogni che si fanno la notte.<i> </i></div><div style="text-align: justify;"><i>A me si spaccava il cuore ogni secondo.</i></div><div style="text-align: justify;">Quindi il cuore ce l'ho.</div><br><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-QrQEnJUsNKU/VqdKOqnAFxI/AAAAAAAAB7o/G_BIH4_oUpM/s1600/tumblr_o0okqt9vS41tazxoto1_500.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-QrQEnJUsNKU/VqdKOqnAFxI/AAAAAAAAB7o/G_BIH4_oUpM/s1600/tumblr_o0okqt9vS41tazxoto1_500.webp"></a></div><br><table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"><tbody><tr><td style="text-align: center;"><a href="/-_9_WrghPreQ/VqdMYQ6ShqI/AAAAAAAAB8E/2wye-N3wdYc/s1600/tumblr_o0okqt9vS41tazxoto2_500.webp" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"><img border="0" src="/-_9_WrghPreQ/VqdMYQ6ShqI/AAAAAAAAB8E/2wye-N3wdYc/s1600/tumblr_o0okqt9vS41tazxoto2_500.webp"></a></td></tr><tr><td class="tr-caption" style="text-align: center;"><i style="font-size: medium; text-align: left;">[<a href="http://misskrazanius.tumblr.com/" target="_blank">gif</a>]</i></td></tr></tbody></table><span style="text-align: justify;">Perché li ho visti solo adesso? Perché non li trasmettono il sabato pomeriggio? </span><br><div style="text-align: justify;">Perché ci dicono che <i>Pretty woman</i> è il non plus ultra della commedia romantica e noi ci crediamo. Ma non è vero, o almeno per alcuni di noi potrebbe non essere vero. </div><div style="text-align: justify;">Boh amici, questa è una battaglia importante, perché è noto che tutto quello che sappiamo lo impariamo dai film e dalle serie tv, quindi è il caso che scegliamo bene da dove imparare roba delicata come l'amore. Poi non lamentiamoci.</div><div style="text-align: justify;"><br></div><br><br><br><span style="font-size: x-small;">[Alcuni commenti al post precedente mi hanno solleticato: vogliamo scambiarci titoli di racconti e leggere fino a che la copertina rigida non ci frana sul naso?</span><br><span style="font-size: x-small;">Potremmo farlo, amici. </span><br><span style="font-size: x-small;">Io sto comunque scrivendo la lista per madre. Le ho già dato il primo titolo con il tono perentorio di Simon Gruber in <i>Die Hard. </i>Lei ha eseguito l'ordine e ora è in trepidante attesa del prossimo titolo.</span><br><span style="font-size: x-small;">Noi anime semplici ci divertiamo così.</span><br><span style="font-size: x-small;">In ogni caso, potrei creare una pagina? un post? e riempirli di racconti che vale la pena leggere, secondo me e soprattutto secondo quelli tra voi che abitualmente ne leggono più di me/da più tempo/, dato che io sono in realtà una pivella. Ci penserò, voi fatemi sapere.]</span><br><br></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-59695121260532269752016-01-15T12:38:00.000+01:002016-01-15T12:38:33.037+01:00Scarabocchi geometrici tristi sul margine del foglio.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Sto provando a compilare una lista di racconti da far leggere ad alcune persone. Non <i>raccolte </i>di racconti, ma proprio singoli racconti da somministrare come piccole dosi di veleno a queste persone che muoiono dolorosamente quando se ne trovano davanti troppi e tutti insieme.<br /><br /><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-LQig5hTPFgo/VpjZ29Ytq1I/AAAAAAAAB7Q/-zRePvPbZS8/s1600/tumblr_nvuoyuxEQY1sfie3io1_1280.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-LQig5hTPFgo/VpjZ29Ytq1I/AAAAAAAAB7Q/-zRePvPbZS8/s1600/tumblr_nvuoyuxEQY1sfie3io1_1280.webp" /></a></div><br /><br /></div><div style="text-align: justify;">Direte voi, <i>Che bisogno c'è che si abituino a una cosa che non gli va giù?</i> <i>Non possono campare liberamente? </i>Ehm, no.</div><div style="text-align: justify;">In questo momento della mia vita l'assenza di amore per i racconti mi turba, e io sono una di quelle che sulle cose importanti non ti lascia in pace.</div><div style="text-align: justify;">Tutto quello che faccio di bello, o vedo di bello, o leggo di bello voglio rifarlo e rivederlo in compagnia, rileggerlo e farlo leggere e parlarne la sera a cena o per telefono.</div><div style="text-align: justify;">Credo che sia l'unica relazione sociale di cui ho necessità. Non ho bisogno di uscire a far casino, di far sapere come sto o sapere come stai, di pranzare periodicamente insieme, di fare telefonate o visite di cortesia, di conoscere in totale più di sette persone al mondo: ma devi dare una possibilità a quello che amo, così possiamo amarlo insieme. </div><div style="text-align: justify;"><i><br /></i></div><div style="text-align: justify;"><i>BOOM - INDICATORE RAPPORTI UMANI IMPAZZITO</i></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Ovviamente la lista è piena di cancellature e sostituzioni, un gran casino, e ancora drammaticamente corta.<br />Poi muoiono genti famose quando meno te l'aspetti, e la lista si fa più sofferta, ci aggiungi una lista di film, fai gli scarabocchi geometrici tristi sul margine alto del foglio.</div><br /></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]tag:blogger.com,1999:blog-8470486940441026953.post-61631451293102785002016-01-04T13:26:00.001+01:002016-01-04T13:26:57.359+01:00Dorate, si spera.<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"><div style="text-align: justify;">Guardare i fatti nell'insieme un po' mi atterrisce, perciò evito, ho sempre evitato. </div><div style="text-align: justify;">Scomporre invece il problema in piccole parti o, se non c'è il problema, scomporre la vita, di conseguenza le giornate, di conseguenza le ore, scomporre tutto e farne pezzetti gestibili, tessere di mosaico bizantino: dorate, si spera. Task da annotare in ordine sul quaderno a righe. Spuntarle una dopo l'altra, se possibile. </div><div style="text-align: justify;">Controllare il bottino raramente.</div><div style="text-align: justify;">Questi periodi tutti passaggi e cambiamenti mi seccano molto e credo dipenda da questa incapacità di tracciare il quadro generale dell'esistenza. </div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-43N71KStoRc/VopZ0KaCVrI/AAAAAAAAB60/0J76ugKWDaQ/s1600/s02e06_3.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" src="/-43N71KStoRc/VopZ0KaCVrI/AAAAAAAAB60/0J76ugKWDaQ/s1600/s02e06_3.webp" /></a></div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Che ve ne fate dei quadri generali? Non la sentite la fatica di spingerli dentro le giornate, e adattarli di continuo perché non sono della misura giusta? Beati voi. Io sull'agenda ho scritto della vaghe intenzioni per vivere meglio l'anno nuovo ma mi sono subito vergognata. Ci ho messo su del washi tape con dei gatti dall'aria severissima.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;">Ormai sono in ufficio.</div><div style="text-align: justify;">Non fidatevi di quelli che si annoiano durante le feste. Divano. Plaid. Lucine. Cibo. Film. Dopo di questo viene direttamente il paradiso, teoria di angeli e santi, cori gospel di cherubini. Ripeto, non fidatevi. </div><div style="text-align: justify;">Tra le altre cose, mi hanno regalato <a href="http://www.taschen.com/pages/en/catalogue/classics/all/44937/facts.bourgery_atlas_of_human_anatomy_and_surgery.htm" target="_blank">il libro illustrato che volevo tantissimo</a> che si è adattato alla perfezione con la visione della seconda stagione di <i>The Knick</i>.</div><div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"><a href="/-dtIYSLphGHs/VopdKDhuOhI/AAAAAAAAB7A/K8fAOqduRIw/s1600/7_bourgery_homeestirat_esquerra.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"><img border="0" height="457" src="/-dtIYSLphGHs/VopdKDhuOhI/AAAAAAAAB7A/K8fAOqduRIw/s640/7_bourgery_homeestirat_esquerra.webp" width="640" /></a></div><div style="text-align: justify;">A tal proposito: facciamo che tutte le serie durano 20 puntate e la chiudiamo lì. Breve e intenso. Difficile che in breve spazio qualcosa si sciupi.</div><div style="text-align: justify;">Uh ecco, un traguardo a lungo termine: voglio diventare la regina dei fasci muscolari e del sistema arterioso, esperta di tutti quei S. Sebastiano squartati con le viscere in sezione.</div><div style="text-align: justify;"><br /></div><div style="text-align: justify;"><br /></div></div>Cose che non esistonohttp://www.blogger.com/profile/06696098093865489978[email protected]