giovedì 27 giugno 2013

Il tutoraggio come esperienza religiosa.

Perché poi, in fondo, essere giovani laureate/i è un po' come essere cristiani.
Vivi una vita in terra di sofferenze, sperando che ci sia qualcosa di bello dopo, giacché tutti si affannano a convincerti che questo qualcosa esiste, anche se tu saresti tentato di pensare il contrario.

Nel loro caso DIO, nel mio caso I SOLDI.

E' ovvio che non sto parlando dei veri neo-laureati, quelli che sono usciti ieri dall'università e credono che ogni azienda farà a pugni per assumerli. No, no. Se vi promettono soldi - promettono eh, non danno - siete già a un livello abbastanza avanzato: (quasi non più) neo-laureati con un curriculum pompato come Jack di Uomini e Donne, pieno di parole come problem solving e team building. In altre parole, siete dei disoccupati PRO e i vostri potenziali datori di lavoro sanno che la parola soldi ve la devono almeno dire, perché lo scoglionamento è ormai avanzatissimo e, chiedervi di stare dietro a loro a guardarli cazzeggiare per l'ufficio spacciandola per esperienza professionale e personale, è fuori discussione.

Arrivo al punto: mi hanno chiesto di fare una cosa promettendomi soldi come agli altri promettono il paradiso.
(Il titolo ve lo aveva già preannunciato, non potete davvero aver pensato a qualcosa di sessuale - io le cose sessuali le faccio gratis e solo con l'Architetto, e se non ho capito nulla della vita non fa niente, m'arrangio).
Io per dieci giorni sono la tutor di un master post laurea.

REQUISITI FONDAMENTALI PER ESSERE UNA TUTOR
  • Non avere alcuna velleità di insegnamento
  • Non aver accumulato una esperienza professionale maggiore di quella dei tuoi allievi
  • Non avere tanta voglia di integrarsi nel gruppo
  • Non essere in grado di dire due parole in maniera spigliata.

SONO UNA TUTOR PERFETTA.

Si tratta di scartoffie, per lo più, e di smanettare al pc con Photoshop - due cose che mi riescono facili.
Il mio gruppo è produttivo, autonomo e non rompe le palle, e per questo gli sarò sempre riconoscente. Inoltre una delle ragazze mi ha offerto il caffè, quindi boh, non c'è altro da dire.
Una delle mansioni di cui mi preme parlarvi è però quella che consiste nel sedare i catfight.
Sì, amici.
Un catfight della vita vera.
Ragazze che vogliono picchiarsi e tirarsi i capelli urlando "puttanastronzapescivendola". 

Catfight vintage.
Non si tratta della mia classe, ovviamente, ma di quella che lavora nella stanza accanto. Tutto perché quella che, per comodità, chiameremo Cretina #1 non ha accettato che Cretina #2 avesse la sua opinione da esprimere riguardo a un articolo di giornale scritto dalla Cretina #1. 
Una trama intensissima e dal forte potenziale drammatico.
Questo articolo di giornale era sbagliato in tutti i modi in cui un articolo di giornale può risultare sbagliato, soprattutto considerato che queste persone vorrebbero fare i giornalisti. Io e Tutor #2 cercavamo di farglielo capire, ma niente: le nostre parole si sono perse al vento quando il primo round ha avuto inizio. I denti hanno iniziato a volare e schizzi di sangue a macchiare i vetri delle finestre, come nemmeno in una puntata de L'uomo tigre.


Io ho urlato più di loro, Tutor #2 ha urlato più di loro, i prof non c'hanno capito un cazzo e Cretina #1 è andata via sbattendo i piedi, la porta e una mazza chiodata sulle palle dei presenti.

L'ho già detto che è cretina?

E' stato emozionate, però. Un picco adrenalinico piacevolissimo.
Ma si sa, il vero tutor si vede nel momento del pericolo.
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mercoledì 19 giugno 2013

Alcune cose che potrebbero interessarvi ma, molto più probabilmente, no.

Salerno #2
Quando questo inverno sono andata con l'Architetto a Salerno per una due giorni su due ruote, non sapevamo che sarebbero stati due giorni sotto la pioggia e nel vento polare artico.
Non avevo ancora iniziato a vedere Game of Thrones, quindi non potevo sapere che gli Stark parlavano di Salerno dicendo "winter is coming". Se ne dedusse che Salerno è più fredda del capoluogo di regione.
Ebbene oggi, dopo una due giorni su due ruote, deduciamo che Salerno è anche più calda del capoluogo di regione.
A Salerno sono degli sboroni.
The fucking summer is here.


Occhiali gialli da persona adulta.


Io i capelli li lavo con un Chianti del '71.
Ovviamente Salerno significa Lush, che significa fior fior di euro gettati sull'altare della Dea Bellezza, che significa farsi fottere da commesse troppo gentili.
Io ero andata preparata, pronta ad uccidere.
Nessun "voglio dare un'occhiata".
Nessun "non mi serve niente di preciso".
Entro, saluto, CHIEDO quello che mi serve (per le curiosone: Fresh Farmacy - perché Muffin di Plastica m'ha fatto venire voglia - e Caffè Caffè, l'hennè per chi non ne ha abbastanza dell'hennè e vuole continuare a cullarsi nei propri fallimenti). Quasi non sanno cosa fare tanto il mio comportamento è inaspettato.
Sto per pagare quando la cassiera mi fa la domanda da un milione di dollari.

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lunedì 10 giugno 2013

Trenta.

Mi dà l'idea che siamo un'idea. E come la spieghi un'idea, come la spieghi agli altri?
Puoi solo fare un disegno, uno schema, un progetto e poi metterla in pratica. La nostra idea è una stanza d'albergo che sembra una casa, e in cui giochiamo a fare i grandi; è la città che scorre liquida sotto le ruote; un bacio sulla spalla sinistra, i soppalchi a cui abbiamo dovuto rinunciare, le scale sotto al sole - fino al sole - in un disegno d'estate fatto a matita. Al momento di mettere i mattoni i progetti sono solo progetti, un segno su carta, verosimile desiderio, verosimilmente inconsapevole.
Nonostante tutto non mi sembra tanto male: che le cose intorno rovinino, mentre ti ho - mi hai - vicino. Annulli la gravità e il peso. Con te sarò 8 chili, non di più, come sulla Luna.

Vorrei farti leggero, il giorno del tuo compleanno.

Il giorno del tuo compleanno abolisco la barbara abitudine medievale di guardarsi indietro e soppesare e mettere un segno di spunta vicino alle parti fallimentari del progetto, ai muri crollati, alle lunghezze mal calcolate.
Il giorno del tuo compleanno decido che non dobbiamo chiudere il negozio per un paio d'ore, e fare l'inventario delle cose che non abbiamo in magazzino, tra scatoloni e luce fioca.
Il giorno del tuo compleanno sono pigra, l'inventario lo faccio al contrario: abbiamo solo una cosa, ed è il tempo, e dentro possiamo metterci tutto quello che abbiamo soltanto ordinato e ancora non è giunto a destinazione.
Il giorno del tuo compleanno ci mettiamo un attimo.
Andiamo fuori a camminare, ché oggi è festa e c'è un bel sole.


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martedì 4 giugno 2013

Il compleanno del maschio: guida alla sopravvivenza.

Temuto come un attacco di ridarella durante la santa messa, arriva il compleanno dell'Architetto.
O della vostra metà che fa qualsiasi altro onorato mestiere.
Non dite che non vi sale un brivido lungo la schiena, perché non vi crederò. Il compleanno di una persona amata è un momento bellissimo perché potete dimostrargli quanto gli volete bene, attraverso la cura e l'attenzione nella scelta del pensiero per quel giorno speciale.

STRONZATE.

Queste cose lasciatele dire alle decerebrate che insegnano bon ton su real time.
Fare regali a un uomo è difficile, amiche mie. E quanto più lo amate questo uomo, tanto più sarà difficile. E da quanto più tempo starete insieme, a quest'uomo, tanto più sarà difficile.
Maschi che leggete: osate forse dire che fare un regalo a una donzella sia complicato? Lo confermate pubblicamente, davanti alla giuria?
MI OPPONGO VOSTRO ONORE.
Trucchi, gioielli, bigiotteria, smalti. Trucchi rosa, gioielli rosa, bigiotteria rosa, smalti rosa. Rose. Rose rosa. Libri. Libri con la copertina rosa (ma con un contenuto dostoevskijano, ché non siamo mica cretine). Borse. Borse di tutte le forme e di tutti i colori, magari non rosa, ecco, a meno che non sia proprio un rosa cipria chiarissimo che vira nel beige.
E se le vostre donne sono come me, non amano nemmeno il rosa, quindi potete prendere tutto questo ma di qualsiasi dannatissimo colore. (Se le vostre donne sono come me, vogliono morire schiacciate da tonnellate di libri).
Architetto, sei chiamato a palesarti. Ammetti davanti a tutti che in questo breve elenco ci sono gli ultimi ventordicimila splendidi regali che mi hai fatto.
Una donna si fa felice con poco, pochissimo.
L'uomo no, perché
  1.  Le cose da maschi costano di più.
  2.  Ai maschi non piace il rosa.
Ecco una semplice guida ai regali per i maschi in 73 comode parti.
(A vostro esclusivo uso e consumo, sia chiaro, dato che chiunque si trovi coinvolto in una relazione della durata superiore ai 12 mila anni, non potrà scovarvi niente che non sia stato già acquistato, incartato e infiocchettato a tempo debito).

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