domenica 28 luglio 2013

Istruzioni per l'uso.

È successo qualcosa.
Un travaso di vita vera.
Punta la sveglia, lavati bene, truccati poco, fai colazione, portati un libro, leggilo, sali sul bus, leggilo, scendi dal bus, stupisciti di quanto ti piacciano i binari che curvano e spariscono.
Non oltrepassare la linea gialla, santoiddio. Struscia appena la suola della scarpa contro i bitorzoli in gomma che ne segnalano la presenza, se sei certa che nessuno possa vederti.
Attacca il tuo braccio a quello di uno sconosciuto, scambiatevi i sudori. Fatti riportare in superficie senza muovere un passo.

Ricomincia da capo.

È successo qualcosa.
Uno scontro frontale un incidente senza morti né feriti, anche se ci provi sempre a lamentarti del dolore al collo.
Metti da parte il niente, prendi in mano il qualcosa, sostituisci le facce inventate con quelle vere.
Dici buongiorno, dillo di nuovo, fai un sorriso, fallo di nuovo.

Ricomincia da capo.

È successo qualcosa.
La fine del mondo è successa, senza che te ne accorgessi, impegnata com'eri ad inventarla. "Il mondo così come lo conosciamo", dicevi.
"Ma poi non finisce davvero, è solo per finta", dicevi.
Bisognava adattarsi.
Prendi le vecchie abitudini, lavale alla temperatura sbagliata: restringile del giusto.
Prendi le nuove abitudini indossale spesso, lascia che il tuo odore gli si attacchi addosso. Inventa per loro l'intimità di un tempo, la tenerezza che non c'è ancora stata. Sorridi sincera come ai vecchi amici. Allarga il collo, arrotola le maniche, stropicciale come il maglione che usi in casa. Scoloriscile avventurandoti in un lavaggio sbagliato.

Tanto non finisce sul serio, è solo per finta. Vedi che, nella seconda parte, tutto continua.
Bisogna solo adattarsi.
Modellati, e modella, e cerca di dormire, e leggere sempre bei libri, e baciare bene, e bere molto.

Share This:    Google+
Read More

domenica 7 luglio 2013

Relazione finale all'Ente organizzatore.

Spettabile Ente organizzatore,

In occasione del report di fine stage colgo l'occasione per ringraziare della straordinaria opportunità che mi è stata concessa facendo da tutor a questi splendidi ragazzi. Opportunità tramite la quale ho avuto modo di gettare uno sguardo curioso e attento sul mondo del lavoro. Imparare osservando professionisti sul campo è la migliore ricompensa.

Procedo dunque in una carrellata che ha, per me, il sapore di un amarcord: credo sia la maniera migliore per darVi l'idea delle competenze acquisite e trasferite.

L'esperienza mi ha dato la possibilità di approfondire le mie conoscenze di latino: tutor, infatti, altro non è il latino per il moderno tuttofare. Il tutor ha svariate lauree che gli permettono di svolgere al meglio attività quali: spostamento scrivanie, risoluzione problemi di wireless, esposizione di tutorial per windows 7, trasporto cartoni delle pizze da Duomo di Napoli, preparazione del caffé -gentilmente offerto dallo sponsor- ai gentili giornalisti accaldati, preparazione di piattini con le specialità della casa durante il coffee break previsto durante il convegno.
Se prima ero capace di portare un solo piatto per mano, adesso sono capace di portane quattro per parte e Vi ringranzio.
Immersa in un contesto storico - artistico di incommensurabile valore ho potuto ammirare capolavori dell'oreficeria napoletana di età angoina e manufatti preistorici quali il fax, nella cui spedizione mi sono altamente specializzata.
Il tutoraggio mi ha permesso di affinare le mie skills fisiche. Oltre al già citato catfight - prontamente sedato prima che gli spargimenti di sangue potessero definirsi eccessivi - salire e scendere le scale di pietra un numero di volte pari alle volte in cui Chiara Ferragni si fotografa i piedi ogni mese, mi ha permesso di rassodare glutei e cosce che Belen CIAO.

Ormai campionessa nel "pranzo consumato durante l'attraversamento delle strisce pedonali", il tutoraggio mi ha insegnato i rudimenti de "Lo zen e l'arte di alzare la voce", giacché i miei alunni erano esperti - molto più di me - ne "L'arte di scartavetrare i coglioni".

Avendo raggiunto il record personale di reiterazione agli alunni dell'espressione "non me ne fotte un cazzo del tuo master di merda", posso ritenermi più che soddisfatta sia per quanto riguarda la mia crescita individuale che per quanto concerne il mio ruolo rispetto ai ragazzi che mi sono stati affidati.

Lieta di aver incrociato di nuovo la Vostra strada, mi auguro che l'esperienza possa ripetersi.

Con affetto e immensa stima,
la Tutor.

Share This:    Google+
Read More
Post più recenti Post più vecchi Home page