martedì 31 dicembre 2013

Cose varie di fine anno senza collegamenti visibili.

Lo Hobbit, ovvero: vorrei ma non posso.
Voi che fate il 30 e il 31?
Io ieri sono stata presa in ostaggio da un gruppetto di nani delle montagne testa di cazzo, con scarsa voglia di combattere, pensare o fare qualsiasi altra cosa oltre che prendersa con Bilbo Baggins. Usciti dal cinema alle 2 meno 20 DI NOTTE guardavo il casello della tangenziale con lo stesso sguardo della compagnia dell'anello davanti al nero cancello di Mordor.
Cose che non mi sono piaciute:



  • la recitazione di Lee Pace, appresa dopo anni di duro lavoro alla scuola "Renato Zero in tour 1977".
  • il doppiaggio di Smaug
  • Evangeline Lily che ormai sa fare solo una cosa: essere indecisa tra due maschi, fossero un nano e un elfo o Jack e Sawyer. Liv Tyler: 30 km sopra il cielo.
  • Thorin che vorrebbe tornare ma, caro mio, solo un re può tornare e si chiama Aragorn, deal with it. 
Cose che mi sono piaciute:
  • Martin Freeman/Bilbo Baggins. Coraggioso, divertente, non straccia-coglioni come Frodo. Niente occhi spaparanzati. Ottima recitazione. Mi sembra già abbastanza. E poi il 2 inizia (finalmente) la terza stagione di Sherlock.

"Il gattino sta a significare che amo tanto i gatti". 
Ho avuto bellissimi regali di Natale, soprattutto perché coloro che mi sono vicini conoscono 3 cose: il mio amore per i gioielli particolari, l'esistenza di Urban Decay, il valore di una gift card Feltrinelli*.
Eppure pensiamo a chi è più sfortunato di noi. A chi non ha l'affetto di persone care a riscaldarlo. A chi non conosce il significato della parola amore.
Pensiamo a quelle che hanno ricevuto in dono un bracciale Pandora.
Pensiamo a quelle che hanno ricevuto in dono un bracciale Pandora e gli è pure piaciuto.
Sebbene quest'ultima sia una specie rarissima io ho avuto la fortuna di conoscerne due esemplari. Alla tombolata del 27 hanno tenuto un modulo da 4 crediti formativi sul significato di ognuno dei pendenti.




DuemilaquaCOUGHCOUGH.
Alle soglie dell'anno in cui di anni ne compirò 30 mi sono fatta la frangia per la prima volta in vita mia e adesso la mia trasformazione in 6enne è completa.




Buoni propos- anzi no, scusate.
Ho dei propositi per l'anno nuovo? Certamente.
Vi interessano? Non credo.
Possiamo però riflettere un attimo su una questione non secondaria: perché qualcosa che ci proponiamo di essere o di fare deve ricevere sempre una spinta dall'esterno?
Perché per dare una svolta alla mia triste esistenza devo tingermi i capelli di viola?
Perché per scrivere un libro devo comprare il taccuino dove scrissero Hemingway e Picasso?
Perché per essere più concentrata sul lavoro devo avere il Macbook Pro?
Io credo che potrei scrivere anche con la matita su una risma di fogli per la stampante, se veramente volessi impegnarmi a farlo.
Comunque questo quaderno lo adoro, perché ovviamente la mia era solo una riflessione e adesso che ho l'ennesimo quaderno fighissimo scriverò il romanzo del secolo e sticazzi a tout le monde.




* Ho questa sostanziosissima gift card libresca. Consigliatemi qualcosa.
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lunedì 16 dicembre 2013

Hawaiano, Islandese, Pliniano.

Immaginatemi così: 6 anni, occhialotti plasticosi e colorati, capelli corti da maschio.
Cose che mi rendono felice: andare a scuola.
Attività più divertente mai svolta: disegnare cerchietti rimanendo all'interno del rigo.
La maestra scriverà sempre Brava oppure Bravissima, Benino non più di un paio di volte. A 6 anni il mondo è Mi Piace o Non Mi Piace: Benino Mi Fa Schifo così mi impegno a fare cerchietti - e poi lettere e poi pensierini e poi temi - sempre più perfetti e curati e raffinati perché studiare è la cosa più figa che mi sia successa, anche se figa è una parola che dirò per la prima volta solo moltissimi anni dopo. Però lo sento anche a 6 anni che quando la sera so di sapere più cose della mattina Mi Piace Un Sacco.

Un altro modo di immaginarmi è: 6 anni, capelli tanto da maschio che la suora che sta facendo supplenza mi scambia per un maschio. Tanto è imbarazzante che i miei compagni non ridono nemmeno. Io mi sto anticipando i pensierini per il giorno dopo.
'Testa di pezza che non sei altro, sono femmina e mi chiamo Marianna', non ho il coraggio di dirlo e non conosco ancora l'espressione testa di pezza. Lo fa presente qualcun'altro alla suora, io continuo con i miei bellissimi pensierini in calligrafia.
'La mamma legge un libro e mangia una mela' è la frase che descrive mia mamma meglio di qualsiasi altra. Lei è tutta pagine e i noccioli.

Ecco ancora un modo giusto di immaginarmi: 19 anni, capelli molto lunghi e riccioluti, gastrite incipiente in una aula universitaria affollata. Nonsonientenonsonientenonsoniente BOOM il mio primo 30 e lode. Per un po' ho pensato che la mia strada sarebbe stata la linguistica. L'ho pensato finché non ho preso 22 a un altro esame di linguistica.
Benino a penna rossa. Mai più maestra, mai più. Il libro studiato da pagina 1 a 376. Ripetuto da 1 a 376 e da 376 a 1, così stiamo sicuri sugli ultimi capitoli che di solito li arronziamo sempre.
I trenta sul libretto sono il bacio con la lingua dopo che ci siamo guardati per settimane intere.

Un altro modo ancora, vi prego: 8 anni, sotto il letto bassissimo di una bambina di 8 anni, con il libro di geografia. Come nascono le montagne? Sì, perché nascono e in maniera piuttosto violenta, lo sto imparando a 9 anni. Una placca terrestre si scontra con un altra, la forza è tale che esplode verso l'alto. L'avevo già visto.
L'avevo già visto in Fantasia, nel pezzo sulla nascita della Terra, quello prima dei dinosauri.
Bello, oh.
C'è questo disegno sul libro: un brufolo irritato di crosta terrestre che vuole uscire fuori e sfogarsi, e due frecce ai lati, come a premere verso al centro.
Immaginatemi così, col dito sul disegno.
Bello davvero.
Magari farò la vulcanologa. Girerò col martelletto sulle montagne come Tozzi, anche se Tozzi non lo conosco ancora. Farà un bel programma in tv e parlerà del clima e della glaciazione e cose che non conosco perché devo ancora arrivarci a quelle pagine del sussidiario.
Il sussidiario è la chiave della realtà anche se non spiega alcune particolarissime manifestazioni quali: papà che svuota il mobile dei bicchieri scaraventandoli con una manata per terra.
Quali: papà che passa a quello dei piatti.
Quali: il legame tra una certa quantità di energia X che preme per venir fuori e le stoviglie di casa.
Boh. Forse nei capitoli successivi.
Immaginatemi così: 9 anni, capelli corti da maschio, occhiali con la montatura verde sottile. Mi infilo sotto al letto e salvo il libro di geografia. Poi esco di nuovo fuori e mi porto dietro mia sorella che ancora non ha capito un cazzo. Forse non l'ho ancora mai detto ad alta voce, ma l'ho sicuramente pensato. Cazzocazzocazzo.
Stiamo lì un po', sfoglio qualche pagina, vedo cosa mi riservano i paragrafi successivi: Diverse tipologie di vulcano.
Hawaiano, Islandese, Pliniano.
Bello, oh.
Ecco perché non penso alla cosa che pure, in sottofondo sto pensando: dove mangeremo la pasta domani?
Boh.
Mamma ci trova finalmente, camminando piano su una superficie lunare di frammenti di cristallo di Rocca, ma solo perché si mette a cercare con molta attenzione.

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mercoledì 11 dicembre 2013

Sbriciolati.

Cosa stai facendo?
Boh.

Ecco fatto. Non scrivo e leggo molto poco perché bullarmi del mio mediocre potere d'acquisto mi consuma tutte le energie e la sera cado addormentata sul divano intorno alle 21:45.
Passerà.
Arriverà il momento in cui questi pochi soldi che guadagno mi sembreranno davvero pochi -considerando che sono sotto i 30 anni e che non posso farci molto oltre a comprare libri e smalti e qualche maglione da Benetton - e quando arriverà sarà un momento di merda perché non so gestire la frustrazione nonostante la vita passata a studiare la letteratura mi abbia preparato a esserne la regina.

Anche i pensieri: pochi e sbriciolati e in fuga contro il tempo. Fra 20 minuti finisce la pausa, che pensieri potrei mai elaborare?
Ho deciso qual è il libro più bello letto quest'anno.
La settimana prossima devo uscire a pranzo con mio padre.
Mi è venuto in mente qualcosa da scrivere e riguarda mio padre.
Ho freddo.
Se potessimo fare l'amore nel momento in cui più ci aggrada sarebbe un posto migliore, il mondo. Io, soddisfatta, mi relazionerei con estranei soddisfatti meno inclini all'aggressività e allo smembramento di coglioni. Imagine there's no cacacazzi.
Non vedo l'ora di dare il regalo di Natale a Madre.
Cosa regalate ai vostri fidanzati? Io c'ho una mezza idea, ma non posso dirvela.
Lì c'è una confezione di Ringo ma non posso proprio cedere. Ho il pandoro a casa.
So già che non riuscirò a recuperare nessun telefilm durante il Natale. Ho sonno, sempre sonno.
Fra 6 minuti finisce la pausa e per pensare al senso non c'è rimasto praticamente niente.

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