lunedì 27 gennaio 2014

52 Weeks Mix Project #4

[Provate anche voi l'emozione di scrivere un post dall'ufficio buio in cui vi trovate assolutamente da soli alla luce del punto 4]


1. La noia.
Mi ammalo e rimango a casa da lavoro. Mi lacrimano gli occhi, mi scorre il naso, sono febbricitante, ho uno starnuto perennemente pronto in canna che non parte. Non parte mai.
Praticamente non ci vedo.
Sto 24 ore senza fare niente. Non leggo, non scrivo, non parlo, non guardo la tv perché non sono fisicamente in grado di farlo.
Sono un fottuto esperimento scientifico.
Qualcuno ride di me, dietro un vetro, e prende appunti.

2. Houston abbiamo un problema.
Forse l'ho già scritto da qualche parte. La mia bff disse che ok, il lavoro di merda. Ok, le illusioni che ci hanno fatto vivere bene ma nell'ignoranza. Ok, i sogni infranti. Però il tempo passato a lavorare, la consapevolezza che a qualcuno serve quello che fai ti ripaga, non di tutto, ma di qualcosa.
Ebbene, l'ufficio sta implodendo su se stesso solo perché manco un paio di giorni.
Capo mi fa la serenata al telefono, chiedendomi di tornare.
Io sto ancora un giorno sotto il piumone a sorridere e poi vado a salvarli.


3. Una lista scippata.

The Life In A Year

Un mercoledì da leoni a leggere le vostre liste sui gruppi/cantanti preferiti. Io ascolto le stesse 3 cose da una vita.

BeatlesBeatlesBeatles
PinkFloydPinkFloyd
Queen
David Bowie
Paolo Conte
Ivan Graziani
Franco Battiato (ma solo d'estate, chissà perché)
Mumford and sons
We are augustines


4. O' munaciell.
Voi nordici sapete cos'è?
È uno spiritello casalingo benevolo che si diverte a spostare le cose.

-Marianna dove hai messo le chiavi della macchina, porcadiquellamiseria?!
-Non so, Madre, sarà colpa del Munaciello.

Io non credo a queste cose, nemmeno se sono positive e simpatiche come o' munaciell'.
Però quando sbarco di nuovo in ufficio con le truppe alleate per salvare i colleghi, Collega mi racconta che in ufficio, negli anni '50, trovarono un uomo impiccato.

-Proprio qui, vedi?

E fa il segno della salma nell'aria.


5. Due film
Nella mia personalissima scala di valori, dopo il sesso, il cibo, la lettura e il massaggio ai piedi viene sempre e comunque il cinema.

7 psicopatici
Un film assurdo in maniera ridicola, un film che tenta una tarantinata dopo l'altra non sempre riuscendoci. Sam Rockwell purtroppo fa quel tipo di comicità che a me non garba tanto (rimarrà nel mio cuore per Moon di Duncan Jones). Gli altri sono più che ok. Woody Harrelson ci ha costruito una carriera sulla pazzia.
Ricordiamo la bellissima reunion di Boardwalk Empire nella scena iniziale.



The master
Con Commodo e Truman Capote.


Due grandi prove d'attore e tantissimi disturbi sessuali.
Ispirato al tizio fondatore di Scientology (ma ve lo ricordate Tom Cruise che saltava sul divano di Oprah come un demente? Era colpa di Scientology senz'altro).

6. La canzone
[Decisamente la canzone più ascoltata della settimana. Poi ce ne sono altre, che basta ascoltarle una volta e ti cambiano l'umore in meglio per il resto della vita ma, appunto, sono le canzoni della vita, ed è  meglio tenerle per sé.]


Editors - A ton of love 


7. Una specie di viaggio nel tempo.
Li avrete sicuramente presenti. Quei video velocizzati che riprendono un lunghissimo lasso di tempo e che, contemporaneamente evidenziano quello che cambia e quello che resta.
C'è quello famoso della ragazza che ha ripreso tutta la sua gravidanza: lei sta sempre nella stessa posizione e cambiano solo alcuni pezzi d'arredamento, oltre alla pancia ovviamente.
Io ho visto cambiare tante quinte teatrali e tanti fondali, tante moto, tante case, abbiamo avuto capelli più lunghi, poi di nuovo corti e poi ancora lunghi, ma eravamo sempre noi fermi al centro e siamo, a 30 anni, adolescenti come a 16, e ci baciamo di continuo per la strada e non riusciamo a tenere a posto le mani.
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mercoledì 22 gennaio 2014

Alcune cose che mi ha insegnato Nabokov.

[Sono a casa da tre giorni con un disgustoso raffreddore. Non credete a quelli che dicono "No dai, che palle, non vedo l'ora di tornare in ufficio": sono dei falsi bugiardi, io a casa ci sto benissimo, anche quando mi soffio talmente il naso da finire per assomigliare a Lord Voldemort. E poi leggo, buon Dio. Finché gli occhi non chiedono pietà. Ho questo tomone, comprato approfittando del 25% di sconto sul catalogo Adelphi. Mi sta facendo molta compagnia e mi sta insegnando un mucchio di cose. Alla fine, la crescita morale e spirituale è sempre gradita.]

  • Tutti dobbiamo morire.
  • Tutti possiamo morire di una morte violenta.
  • E' possibile morire di una morte non -violenta, e cioè di malattia.
  • Se ami tanto i tuoi figli questi moriranno per una misteriosa infenzione delle vie respiratorie nel bel mezzo della primavera.
  • Se ami (se ami di un amore russo), l'oggetto del tuo amore morirà.
  • Se ti sei appena sposata, il tuo sposo morirà prima di poter consumare il matrimonio, cioè tra lo scambio delle fedi e il taglio della torta.
  • Se hai una bella casa qualcuno ci morirà dentro.
  • Se azzardi un gesto impetuoso e pazzerello, tipo: salti giù dal tram in corsa per raggiungere prima la tua amata, crederai di esserci riuscito e invece no. Morto e con arti amputati.
  • Se sei morto è alta la percentuale di probabilità per cui tu sia pure cornuto. Ma tanto sei morto, non lo saprai mai. Continuerai a credere che la tua fidanzata sia un esempio di castità e purezza.
  • La luce si riflette sulle superfici più impensabili. Pozzanghere e fiumi, ovviamente, ma anche bottoni, perle, fermagli. Cogli questa bellezza prima che sia troppo tardi, cioè fra poco.
  • Sei uno di quelli che non muore e non vede altri morire? Se ti riconosci in questa descrizione, congratulazioni! Sei quello che non scopa.
  • Potresti essere quello vedovo e pazzo.
  • Potresti essere quello solo e psicotico.
  • Potresti essere orfano e con le visioni.
  • Potresti essere il neo-sposo neo-vedovo (morte violenta da fili dell'alta tensione + morte insensata = COMBO 10.000 PUNTI) che nella disperazione si rivolge a una professionista dell'amore e poi non se la tromba (+ ) e poi i suoceri bussano alla porta dell'albergaccio in cui ti nascondevi vigliacco perché non avevi avuto il coraggio di comunicare loro la morte della figlia e così, in un solo colpo, loro vengono a sapere della tragica morte della fanciulla + esplosione di disagio per la questione della prostituzione + bomba Molotov di disagio di essere stato colto nell'atto di tradire la morta PER UN TOTALE DI 1 MILIONE DI PUNTI NABOKOV*.

"Ma cosa dici? Io sono il re della burla!"



*Punti Nabokov: unità di misura del malessere esistenziale.
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domenica 19 gennaio 2014

52 Weeks Mix Project #3

Terza settimana. Che ho fatto in questi sette giorni? Invecchio e dimentico. Per fortuna l'ho scritto.

1. Se prima eravamo in 4 adesso voi 3 state per cazzi vostri e io qui, sola.
Mi sono ripetuta più di una volta "sembra ieri, sembra ieri". Tutto sembra ieri, ho il cappello di lana poggiato sulla tua spalla sinistra. Sembra ieri che è agosto, i capelli che mi si arricciano attorno alla fronte, contro la tua maglietta, dal lato sinistro. Sembra ieri che ti faccio leggere i capitoli di questa cosa che scrivo e ne facciamo schemi sui tovaglioli del bar. Sembra ieri che non so come occupare le mattine e mi aggrappo alla mia fragile routine con precisione nazista. Eppure le occupavo, le mattine, ed eravamo una folla in un mondo perfetto di cui creavo le regole.
(E' lunedì, cosa altro potrei aspettarmi se non dosi ospedaliere di disagio esistenzial-lavorativo?)

2. La citazione
In quel silenzio mi addormentai, esausto per la felicità della mia giornata, una felicità che non posso descrivere, e il mio sogno era pieno di te.
Nabokov - Una bellezza russa e altri racconti

3. Una lista scippata.
The Life In A Year

Leggo le vostre liste di film preferiti (Nadia ha diffuso il Verbo e noi la adoriamo e sacrifichiamo piccole vacche Milka in suo onore). Non posso esimermi dal furto, lo sapete che amo più il cinema che mia nonna. E' stato un mercoledì difficilissimo: vorrei tagliarmi le braccia piuttosto che scegliere. E' come indicare quale figlio ami di più.



  • Le iene
  • Lawrence d'Arabia
  • La gatta sul tetto che scotta
  • La finestra sul cortile
  • Alien e Aliens - scontro finale
  • 8½
  • Il treno per il Darjeeling
  • 2046
  • American History X
  • La 25° ora
  • I love radio rock
  • Il grande Lebowski

4. Non sei altro che una pentola con il coperchio.
Mi arrabbio moltissimo. Per la maleducazione, la mancanza di tatto, la scarsa voglia di capire e, addirittura, l'incapacità antropologica di stare ad ascoltare.
Prestare orecchio è un'espressione bellissima. Vorrei che metteste su un piatto d'argento il vostro, e me lo offriste ballando sensuali, in modo che vi sia assolutamente chiaro il mio punto di vista.

5. La canzone.

Bon Iver - Perth
[Non esiste un video ufficiale, perdonatemi]

6. W i cinesi gay


e il travestitismo inca, e i sodomiti bulgari, e i poligami della Terra del Fuoco.
Viva la coppia di 55enni Hare Krishna che mi fa entrare in casa loro. Stanno cuocendo il pane integrale e c'è questo odore buono che mi si attacca sui vestiti, insieme a quello dell'incenso. Stanno per raggiungere la figlia nella comune che stanno mettendo su in Toscana. Hanno comprato anche la mucca e il vitello.
Ho passato sul serio un'ora in loro compagnia.

7. Santifichiamo la domenica.
La tradizione napoletana vuole che tutte le feste siano santificate tramite l'abbuffata, arcaico rituale che prevede la preparazione di cibo per le 7 successive generazioni oltre che per quella in vita riunita attorno alla tavola.
Io, Sorella e Madre, in quanto donne ormai emancipate dalla schiavitù del maschio, ci ribelliamo a questa brutale usanza.
Nell'atto dello scolare gli gnocchi, urlo forte il mio NO e, con estremo coraggio, scolo gli gnocchi del lavello della cucina pieno di Svelto Piatti.
In nome della libertà e delle pennette rigate.
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martedì 14 gennaio 2014

Mi sono depressa, nella chat di uozzapp.

Ieri ho parlato su uozzapp con un amico che non vedo mai. Tutor #2, ricordate?
Parlavamo dei soldi che ancora non ci hanno dato per aver fatto i tutor. Vabè.
Lui mi ha chiesto come andava il nuovo lavoro e io gli ho chiesto come andava il suo.
Mi pare che noi trentenni stiamo a parlare sempre, più o meno, delle stesse cose e cioè: il lavoro e i soldi e i soldi che non ci danno per aver lavorato e il lavoro che non troviamo per portarci a casa dei soldi.
È davvero una seccatura.
È seccante ammettere di rientrare così prevedibilmente in un categoria o in una fascia di età o in una generazione.

Come ti vanno le cose?
Lo sai meglio di me. È così per tutti.

All'infinito con chiunque. Senza una sorpresa o la speranza di o la follia del miracolo.
Siamo diventati tristi. Non voglio dire che ci hanno fatto diventare tristi perché non ci credo molto.

Così mi sono depressa, nella chat di uozzapp.
Ho detto al mio amico

Sì, però non smettere di scrivere poesie

perché era una cosa che faceva, e lui mi ha detto che ha smesso da un po' e gli ho risposto che anch'io avevo smesso da un po' di scrivere, non poesie, ma le cose che scrivevo.
E di nuovo giù, abbiamo scavato più a fondo nella malinconia con la zappa dei nostri trent'anni.
Pesa un casino 'sta zappa, ci fai fossi grossi così.

Certe volte mi faccio proprio tristezza.
Mi immagino questo epico aperitivo. Accorriamo, i trentenni di tutta Italia con i capelli colorati e i vestiti alla moda e le lauree e i gusti musicali raffinati e le citazioni dei classici a fior di labbra e ci raccontano di quando eravano giovani come le vecchie in fila alla posta.

lukevmonroe.tumblr.com
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domenica 12 gennaio 2014

52 Weeks Mix Project #2

Si inizia, dunque, questa settimana? Si inizia.



1. La canzone.


Augustines - Nothing To Lose But Your Head on MUZU.TV.

Io tenderei a prentendere grandi cose dall'album di prossima uscita, ma solo perché voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e credo negli arcobaleni e nei gesti spontanei di gentilezza.

2. La citazione.
"Dicono che il seme di ciò che faremo è in noi tutti, ma a me è sempre sembrato che in coloro che affrontano la vita scherzando quel seme sia coperto da un humus più ricco e da un letame di migliore qualità".
Ernest Hemingway - Festa mobile


Mi piace la gente piena di merda buona, per coltivare campi e piantagioni di banane.

3. Non succede niente per voi, per me qualcosa.
E' meglio che non dica proprio a tutti cosa mi fa davvero paura perché posso affermare, con una certa antipatia e sicurezza, che non fa paura a nessun altro. Questo mi rende Sua Altezza La Regina dei Disadattati. Qualche volta mi va bene. Tipo: la mattina vado in ufficio accendo il computer, mi sistema bella dritta sulla sedia e sul monitor appare qualche prova che le paura passano.

4. Un lupo di mare.
Un lupo di mare bussa alla porta e caccia via la stanchezza e il sonno e la vista offuscata dalla luce dei neon e basta parlare pochi minuti nell'aria umida di un giardino tropicale, in pieno rigoglio fuori stagione.
(E' il 9 gennaio. E' anche l'anniversario del blog. 2 anni qui che non mi sembrano buttati via, soprattutto grazie a voi che leggete. Grazie quindi).

5. Dicono di me.
                "No, davvero. Il tuo più grande pregio è l'innata aggressività".
 Il Capo


 
6. Il film.
Consiglio alle lavoratrici indefesse, che la sera arrivano a casa forti e vigorose come meduse sul bagnasciuga, la visione di qualsiasi cosa passi in tv. Se in tv passa (500) giorni insieme però no, ché pochi film mi lasciano indifferente per quanto sono insipidi e mi indispongono per quanto sono insipidi. Tutto insieme. Tutto in un frullato di coglioni che esplode.
La effe o Rai5, non ricordo, ha passato questo Bright Star di Jane Campion, sugli ultimi anni di vita di Keats e sull'amore con Fanny Brawne. 
E' come scrollare all'infinito un Tumblr pieno di tende sospinte dal vento, turbini di pulviscolo nell'aria e primissimi piani.

volchitza.tumblr.com

wearyvoices.tumblr.com

nioletpoirein.tumblr.com

i-mumble-loudy.tumblr.com

anamorphosis-and-isolate.tumblr.com

Dobbiamo fare le femmine sentimentali? Con classe, per Dio.

7. Vintage fangirl.
Madre mi ha raccontato che quando nel 1958 trasmisero in tv Capitan Fracassa tutte le ragazzine, lei compresa, si innamorarono di Arnoldo Foà che era, sì bruttarello, ma portatore di una voce bellissima.
Madre è piena di storie pop del genere.

beyonsayitaintso.tumblr.com
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lunedì 6 gennaio 2014

52 Weeks Mix Project.

[Facciamo che oggi qui è tipo un salotto e parlo con voi dei recenti accadimenti sui vostri blog?]

Amici, io vi invidio un casino.
Soprattutto la bella Mareva, la bella Nadia, la bella MechanicalRose, la bella Pretty in Mad. Voi con le vostre stupende macchine fotografiche e la dialettica sciolta e la disciplina di un vietcong.
Io AMO i vostri progetti 365 giorni, 52 settimane, 8760 ore.
Il 31 dicembre 2014 vorrei poter riguardare indietro ai giorni trascorsi e, ubriaca persa, avere il tempo di dire un attimo prima di vomitare, Che anno figo ho passato, ecco qui le prove in bella grafia! BLUURP!

Non ci riuscirò mai.

Non ho tempo, con i miei orari da mondina, e stento a liberarmi di quello stupido condizionamento chiamato ispirazione che, ormai lo so, non esiste, me lo ha insegnato Hemingway.
Siedi alla scrivania e fatti il culo, mi pare abbia scritto da qualche parte.
Ogni volta vorrei mettermi a scrivere guidata dalla mano divina e indossando la tunica che meglio si intona al verde dei miei occhi.

Donna barbuta etc etc.

Ma figuriamoci.
Tutto questo per dire che dovrò pur fare qualcosa della mia Moleskine da 17 euro, oltre a segnarci sopra il ciclo.

Diciamo che, tra un post stupido, uno deprimente, uno pretenzioso, mischierò i vostri fighissimi progetti e farò un progetto scrauso tutto mio, irregolare e senza belle foto, ché non son capace.
Un 365 day project alla vecchia maniera (su carta) che diventa un 52 weeks project sul blog.

Tema conduttore?
Boh.
Quello che mi viene. Magari prendo ispirazione da voi. Ispirazione, again, che palle.
Magari strada facendo trova la sua regolarità.
E a dimostrazione di questo la prima settimana di gennaio è saltata, perché la Moleskine sono riuscita a prenderla solo ieri.

Ma mi adorate proprio per questo, vero? VERO?

Se anche non fosse così, non ditemelo, non fatemi piangere. Ce la sto mettendo tutta.
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