Questo per spiegare che il 31 ottobre del 1984 morì Eduardo de Filippo, e io non so mai bene cosa dire di Eduardo perché sono napoletana e non riesco a capire come il suo lavoro possa essere percepito da una sensibilità non napoletana. A volte non riesco a capire nemmeno come si rapporti alla mia di sensibilità perché, al di là della qualità della scrittura teatrale - qualità con la Q maiuscola, ma anche le altre lettere maisucole - mi pare ci sia dell'altro e forse quest'altro lo vede solo un napoletano. Ma non ne sono sicura.
Ad esempio, mi piace tanto Ascanio Celestini, ma a un romano dice di più di quello che dice a me?
Ad esempio, mi piace tanto Marco Paolini, ma a un veneto dice di più di quello che dice a me?
O forse Celestini e Paolini sono nati nei tempi in cui si parla a tutti, e De Filippo no, a iniziato a parlare prima a noi e solo dopo a tutti gli altri. Non lo so. E comunque non ho questa grande cultura teatrale, non saprei formulare molti altri esempi.
Ieri sera mi sembrava la serata giusta, così ho messo su il dvd de Il berretto a sonagli che è di Pirandello, ma Eduardo l'adattò in napoletano. Alla fine, come faccio dopo ogni film, sono stata un'ora su wikipedia a leggere le biografie e vi assicuro che la vita sua - e dei fratelli e delle comparse e persino della terza moglie - sono meglio di molti romanzi che ho letto.
E poi comprò un teatro distrutto e lo rimise in piedi, ma che scherziamo?
Se googlate, Youtube vi restituirà una miriade di risultati, pezzettini di commedie, interviste, scene di film. Non mi fate scegliere.


































