mercoledì 5 novembre 2014

Birthday sadness #30.

Non credo che mi imbatterò in uno di quei cambiamenti traumatici come quando non mi è stato più possibile entrare gratuitamente nei musei - ecco, il  >26 ha certamente avuto conseguenze pratiche peggiori.
Anzi non credo mi imbatterò in nessun cambiamento, alla fine si scherza - la mia migliore amica ha partorito 2 giorni fa in una data assolutamente non significativa per nessuna delle due, eppure è un cambiamento con i controcazzi tipo guerra termonucleare globale.
Il perché mi capiti di pensare tanto ai compleanni - al mio, ai vostri, a quelli di tutti - sta in precario equilibrio tra quando Madre organizzava delle feste superbe in stile Giochi senza frontiere ma il 6 novembre pioveva sempre, e piangevo tutto il pomeriggio già vittima di ansie sociali, invece poi i miei amici venivano tutti, e si portavano anche i fratellini più grandi e più piccoli, ed era un gran casino bellissimo - tra questo, dicevo - e quando hai l'età per fare la conta - morti, feriti, mutilati, sopravvissuti - di quello che hai fatto e quello che non hai fatto, o quello che ti dicono che dovresti aver fatto e non hai fatto, o quello che solo tu sai che avresti voluto fare e invece niente. Quindi ancora ansie sociali o forse da prestazione, che bello le si può avere anche senza essere pene-muniti.

Comunque alla fine chi se ne frega se ci sono stati i geni e i bambini prodigio, non mi importa che DFW abbia scritto La scopa del sistema a 25 anni - forse un pochino, solo un pochino.
Pare che, in generale, qualcosa di buono nella vita sia stata capace di metterla insieme, nonostante tutto. 
Una preghiera però. Almeno domani, non fatemi incazzare.

Credits.




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martedì 4 novembre 2014

Birthday sadness #29.

Karate kid, regia di John G. Avildsen, 1984.


Sono tentata di definire il 1984 come l'anno dei grandi capolavori cinematografici, ma sarebbe un'affermazione troppo cazzona persino per me.
Però dai, ci siamo divertiti.


L'Architetto ha un bonsai, e quando lo cura fa esattamente così.



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Birthday sadness #28.

Happy days, 1974 - 1984.


C'è questo aneddoto familiare. I miei genitori si conobbero negli anni '70 in ufficio. Pare che Happy days andasse in onda nella fascia oraria che noi chiameremmo pre-serale. Ebbene, mio padre sgattaiolava fuori venti minuti prima ogni giorno per non perdersi nemmeno la sigla.
Poi dite che esageriamo con le serie tv. Abbiamo sempre esagerato, dico io.
Comunque nell'84 Happy days ebbe il buon gusto di finire per fare spazio a me e a Breaking bad.

(Vabè, su lo guardavo anche io. Nel caso foste colti da nostalgia galoppante, su Youtube trovate un sacco di puntate intere.)

Io la mattina quando mi accorgo di essere già perfetta.

Perché Richie vale.

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