martedì 28 aprile 2015

Altered states.



 Penso che non riusciamo ad andare veramente mai avanti perché attribuiamo nuclei di significato a oggetti di per sé insignificanti, così non ci rendiamo mai liberi, non facciamo quello che desideriamo, non parliamo di quello che vorremmo, non andiamo nei posti che ci vengono in mente, preferiamo piuttosto la strada lunga.
Ci sono storie personali, solo mie, sul processo geologico di formazione delle montagne, sulla parmigiana di zucchine, sul guidare l'auto con le infradito, sul non dormire la notte, sul dormire la notte, sul fare sesso per dormire la notte. Ho attribuito un significato personale al 2006, al 2000, al 2001, al pulmino della scuola, all'ubriacarsi, al pranzo di Natale, al bucare una gomma, alla punteggiatura sul cellulare, alle panchine del lungomare, alle sedie sfondate, a un gioco su pc che si chiamava Zuma.
Non può succedermi niente che non mi sia già successo, non posso possedere un oggetto che non sia già stato posseduto da altri o da me stessa prima, non posso sedermi su una sedia che possa dirsi nuova. 
Non sarei mai diventata una scienziata perché, pur modificando l'ambiente in cui svolgo l'esperimento, non so attribuire significati nuovi agli elementi di sempre.
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martedì 21 aprile 2015

Volendo scrivere, scegliete invece di drogarvi.

Succedono cose strane alla gente che ha il vizio di scrivere. Sarebbe più costruttivo drogarsi o mangiare cioccolata kinder fino a vomitare: visioni di unicorni in entrambi i casi e, dico io, volete mettere la meraviglia di un unicorno 3D davanti ai vostri occhi? Volete mettere la spinta che darebbe, in termini di apertura mentale, a un martedì di fine aprile?


Invece no, ci mettiamo a scrivere ritagliando tempo qua e là, tra le sinuose pieghe della nostra vita vera di merda (VVdM): sui nostri blogghettini o su documenti word raccontiamo la VVdM che viviamo, o addirittura inventiamo la VVdM di personaggi di finzione, e lo facciamo persino con costanza, magari per mesi mesi MESI.

C'è stato uno strano periodo in cui non avevo più lauree da prendere e però non avevo ancora un lavoro, così per mesi ho scritto le VVdM di alcuni personaggi di finzione. Ovviamente dentro le loro VVdM c'erano un sacco di cose che avevo visto o pensato nella mia, e per lungo tempo ho vissuto questo fenomeno di sovrapposizione per cui credevo di aver detto cose che avevo invece fatto dire a un personaggio di finzione. 

Credevo che in certi luoghi ne fossero  successe delle altre.
Che trip idiota. 
Voglio dire: possiamo giustificare tutta la pratica con bellissime parole che sarebbero legittime e probabilmente veritiere - la creatività, la voglia di raccontare, lo scappellamento a destra, la bellezza di questo scappellamento e persino l'emozione che può darti - però è pur sempre idiota dedicarsi volontariamente a una pratica che presenta come effetto collaterale un costante scollamento dalla realtà
Forse accuso il colpo più che se facessi un lavoro figo e creativo. Forse accuso il colpo perché nella mia VVdM vivo con persone che non saprebbero leggere correttamente un testo semplice come questo. Accuso il colpo perché non potrebbe esserci niente di più scollato dalla mia realtà dell'invenzione, del processo creativo, dello scappellamento a destra. Mi viene concessa ogni giorno una sola realtà ed è orribilmente terra terra.


Mi ci sono ritrovata a pensarci perché oggi Madre mi ha telefonato e mi ha detto di aver trovato il quaderno. Il quadernoAvete tutto il diritto di non sapere cosa sia il quaderno e io d'altronde sono pessima nell'autopromozione, figuriamoci a mesi di distanza e con un intento del tutto non pubblicitario.

Il quaderno è il protagonista di quella cosa che avevo scritto per Abbiamo le prove un po' di tempo fa. Non era già in partenza un racconto di finzione, ovvio, ma avendone scritto ci si è come trasformato in automatico. Altro da me, non so se mi spiego.

Madre l'ha trovato, e il trovarlo è stato una specie di to be continued, la seconda puntata. Madre ha fatto il finale.
La VVdM diventa finzione, e questa finzione diventa la reale telefonata di Madre. 
Melanzane per cena, Pantone, veloce escalation, che film guardiamo stasera.
Tutto questo l'ho già visto, mi pare l'avessi inventato. 

Che faccia vi aspettate che sfoderi. 
Unicorni e droga, perlopiù.
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