lunedì 25 giugno 2012

Cose che non voglio leggere #2


-Mi perdoni padre, perché ho peccato.
-Dimmi pure figliola.
-Ho letto un libro di Fabio Volo.
-Uh Gesù!
-Padre, che dice!
-Sì, lo so, il nome invano, ma questo è troppo. Non posso assolverti!
-Ma padre, è stato tampo tempo fa! Avevo 13 anni!
-Il buon gusto non ammette ignoranza.

Non è che bisogna fare la controprova proprio su tuttotutto
Però sto vivendo quella fase per cui rileggo i libri letti da adolescente. Tipo Le affinità elettive, Cime Tempestose, Il piacere, A reboirs. Perché c'era una magia nel leggere senza sapere niente di voci e narratori e flussi di coscienza. Si leggeva perché si era capito che si stava meglio con la faccia coperta da un libro, piuttosto che faccia a faccia con tuo padre. Perché si voleva essere Emma Bovary.
Poi è venuto Genette e niente è stato più lo stesso. Il numero dei brutti libri è aumentato, sono comparsi autori mai sentiti nominare nelle aulette del liceo, si è imparato a giudicare le scelte linguistiche.
So più cose.

Questo rende i libri di un tempo migliori, peggiori e mai uguali a prima.

 


Se il numero di romanzi di uno stesso autore presenti nella libreria Billy è direttamente proporzionale al piacere che si è provato leggendoli, posso dedurre che, 10 anni fa, Murakami mi piaceva un casino. 

Sei cambiato Haruki? Sono cambiata io?
Boh. Non lo so. Però questo Cose che non voglio leggere #2 parte proprio da te.

Le descrizioni e le precisazioni che ti tolgono la gioia di vivere.

Facciamo un esempio.


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martedì 12 giugno 2012

Per quattro giorni ho pure lavorato.


"E insomma" le chiedono, "cos'è che le piacerebbe fare nella Nostra Casa Editrice Di Famiglia?"
"Guardi come le ho detto" risponde, "mi sono laureata ieri l'altro. Non ho idea di cosa si faccia in una casa editrice, tranne visionare dattiloscritti, suppongo".
"Ecco. Noi questo non lo facciamo mai".
"Nel senso che c'è chi lo fa per voi?"
"Nel senso che non riceviamo dattiloscritti".

La ragazza è confusa. 

La sede della Grande Casa Editrice Di Famiglia.
Perché inserite annunci per stagiste in una casa editrice? chiederebbe la ragazza, che però sta guardando la sua mano destra stretta dalla mano destra del Collaboratore appena entrato nella stanza.

"Dunque, come le spiegavo, non riceviamo dattiloscritti" continua il Grande Capo e la ragazza si preme virtualmente le dita sulle meningi per capire bene. Purtroppo si perde da qualche parte tra "servizi per lo spettacolo", "booklet" e "agenzia di servizi editoriali" e decide di abbassare il volume al minimo.
Capisce che qualcosa è andato storto quando ha creduto a quella cosa che "si deve iniziare a fare uno stage gratis da qualcuno e il lavoro si trova".
Annota a mente che deve dire due parole a quello che gliel'ha detta, 'sta cosa.

Così la ragazza con la maglia a righe viola e grigia inizia i suoi 4 giorni di lavoro nella Casa Editrice Di Famiglia.


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mercoledì 6 giugno 2012

Ora et labora et smettila di leggere.

"Non potendo cioè inebriarsi più di magie stilistiche, trovar tregua nel godimento che gli dava l'epiteto raro, l'aggettivo che, pur restando preciso, schiudeva alla fantasia dell'iniziato infinite preospettive, deliberò di completare l'arredamento, procurandosi preziosi fiori di serra."
Ecco, a zappare la terra devo andare. O a ingemmare il carapace di una tartaruga.

Huysmans ritratto un attimo prima di bestemmiare davanti all'ennesima
scadente lettura.

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