Sentite un po' questa.
Commento un post su questo blog raccontando molto brevemente la storia della casa editrice e della sedia. Mica vi svelo niente, no?
L'aveva capito pure mia nonna novantacinquenne che era una storia vera e non una specie di racconto di finzione come volevo far credere (e poi io ce l'ho davvero la maglia a righe grigie e viola, e l'ho davvero indossata per andare a quel primo indimenticabile colloquio).
Ho vinto un libro.
Per quel commento/bussolotto numerato pescato dalla dea bendata, sorda e muta.
Gioite, forza.
Io non ho mai vinto niente, nemmeno i 2€ al gratta e vinci che era costato 2€.
Il prossimo passo è fare 6 al SuperEnalotto (e non 5+1 che mi è sempre suonato come un ripiego, una scusa accampata da chi non è in grado di puntare in alto e si accontenta del traguardo a portata di mano).
6 al Superenalotto is the limit.
Comunque. Vinco il libro di Gianluca Comuniello Nessuna esperienza richiesta, edito da Intermezzi.
Non lo nasconderò: ho avuto un brivido. Perché se hai 28 anni, due lauree umanistiche, deprimenti sogni di successo letterario e scontri frontali con una realtà fatta di morti, feriti e impieghi non retribuiti, leggere un libro che parla di come è brutto essere giovani precari oggi ecco, non so.
Non so.
Questi sono tempi in cui il massimo contatto con la realtà che sono in grado di gestire è una full immersion in Winnie the Pooh e gli efelanti.
Commento un post su questo blog raccontando molto brevemente la storia della casa editrice e della sedia. Mica vi svelo niente, no?
L'aveva capito pure mia nonna novantacinquenne che era una storia vera e non una specie di racconto di finzione come volevo far credere (e poi io ce l'ho davvero la maglia a righe grigie e viola, e l'ho davvero indossata per andare a quel primo indimenticabile colloquio).
Ho vinto un libro.
Per quel commento/bussolotto numerato pescato dalla dea bendata, sorda e muta.
Gioite, forza.
Io non ho mai vinto niente, nemmeno i 2€ al gratta e vinci che era costato 2€.
Il prossimo passo è fare 6 al SuperEnalotto (e non 5+1 che mi è sempre suonato come un ripiego, una scusa accampata da chi non è in grado di puntare in alto e si accontenta del traguardo a portata di mano).
6 al Superenalotto is the limit.
Comunque. Vinco il libro di Gianluca Comuniello Nessuna esperienza richiesta, edito da Intermezzi.
Non lo nasconderò: ho avuto un brivido. Perché se hai 28 anni, due lauree umanistiche, deprimenti sogni di successo letterario e scontri frontali con una realtà fatta di morti, feriti e impieghi non retribuiti, leggere un libro che parla di come è brutto essere giovani precari oggi ecco, non so.
Non so.
Questi sono tempi in cui il massimo contatto con la realtà che sono in grado di gestire è una full immersion in Winnie the Pooh e gli efelanti.
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