giovedì 30 maggio 2013

Cinedomeniche vol. XI - Maggio.

Tutti a lamentarvi di questo mese climaticamente pazzerello.
L'avete chiamato in tutti i modi, umiliandolo con neologismi quali maggembre, signori miei.
MAGGEMBRE.
Non vi vergognate? NO, dato che avete partorito anche GIUGNAIO. Meritate 40 frustate. Imparate dai francesi, che sapevano inventare calendari meglio di voi.
Perdonatemi, ma non capite niente. Anche se sono costretta a un abbigliamento inadeguato (ora indosso t-shirt di cotone, cardigan di lana, pantalone di lino, calzini e infradito) sono felice perché ho goduto di un altro mese sul divano con la copertina. E come si guardano film con la copertina, non si guardano senza.
Se c'è bisogno che ve lo spieghi, non so più cosa pensare.




Share This:    Google+
Read More

lunedì 27 maggio 2013

Mire espansionistiche.

Pare che non ne abbia abbastanza.
Pare che voglia invadere la Polonia.
Pare che si possano leggere le mie fantasie cinematografiche qui, qualcosa di un po' diverso da quello scrivo qui.
Magari vi va di leggerle, o di iscrivervi al sito e mettere stelline, o di linkarle in giro e prendervi gioco di me, ridendo e tenendovi la pancia con le mani.
Vi vorrò bene in ogni caso.

(Ho lasciato il mio psicoterapeuta. Quello precedente mi aveva chiesto di fare un bagno nella realtà, trovarmi un lavoro vero, smettere di guardare così tanti film, finirla di parlare con Marlene Dietrich così come Woody Allen parlava con Bogart, piantarla di scrivere di mondi perfetti e vivere almeno un poco. Era evidentemente un incompetente. Adesso mi curo da sola con la Cineterapia - l'ho sempre fatto -, perché credo veramente che il film giusto possa curare tutto. E anche perché ho paura di prendere le medicine.)

Share This:    Google+
Read More

mercoledì 22 maggio 2013

Perché i miei capelli all'hennè valgono.

Occorrente:

- dalle 6 alle 10 ore libere.
- emicrania a grappolo.
- molti cuscini grazie ai quali non troverete, in ogni caso, una posizione comoda.
- cellophane con cui irritarvi il cuoio capelluto.
- una vasca da bagno da insozzare per l'eternità.
- ciotole e mestoli da gettare nell'indifferenziato.
- un'ancella e/o una schiava pronta a tutto pur di compiacervi.
- guanti monouso grazie a cui non vi macchierete mani e unghie, ma avambracci e ginocchia.
- una bustina di tè nero.
- modestissime aspettative.

Questi ingredienti, insieme a 3 cubotti di hennè Caffè Caffè di Lush, vi permetteranno di scurire di un mezzo tono scarso il vostro castano sfigatissimo.
Se avete i capelli castano scuro, ehm, NO.
Se volete rivoluzionare la vostra testa, ehm, no.

Io mi sento MOLTO più bella e decisamente GLOSSYGLOSSY.
Ma credo sia solo un patetico meccanismo di autodifesa.

Che bello essere donne.

Share This:    Google+
Read More

domenica 19 maggio 2013

I blogger della domenica.

La domenica che noia, che sonno, blabla, domani è lunedì, blabla, che schifo, che sonno, la sveglia alle 7 meno un quarto.
Per me domani sarà solo il giorno in cui vedrò per la seconda volta Il grande Gatsby, quindi boh, parlate con la persona sbagliata. Se volete che vi capisca, trovatemi un lavoro, cosicché possa lamentarmene.
Per adesso

Domenica = bellissimo post sul nulla.


Sono abbastanza vecchia.
Sono abbastanza vecchia per sapere che H&M a via Toledo ha preso il posto de La Rinascente. Che è un po' come dire che l'elettrauto ha preso il posto della libreria indipendente.
Sono abbastanza vecchia per sapere che la sala bingo/slot machine ha preso il posto del cinema Fiorentini. Che è un po' come dire che una sala bingo/slot machine ha preso il posto del posto del primo appuntamento con l'Architetto, dodici anni fa.
Ebbene, quando qualche altra merda la sostituirà, io potrò dire ai miei nipoti che la suddetta merda ha preso il posto della Fnac in . Che è un po' come dire che la merda X ha preso il posto del posto dove ho comprato un sacco di libri per me, e regali tecnologici e libri di architettura al nonno, cioè all'Architetto. E dove prendevo sempre il caffè, perché era l'unico bar con baristi educati. Sempre con il nonno.
Tuttavia il sentimentalismo serve a poco e, più che altro, ti distrae nel momento in cui devi sferrare calci agli stinchi più dolorosi di quelli che gli altri stanno sferrando a te, nel bel mezzo della ressa per accaparrarsi tutti gli articoli in svendita. Qualsiasi cosa. Dvd, cofanetti, reflex, computer, Ipad, Ipod, Icazz, tv mille pollici. Tutto scontato. 30%. 50%. 70%.
Guerra termonucleare globale.
Io ho vinto. Per 26 euro mi sono portata a casa libri (bellissimi) che ne costavano in tutto 90.

Image and video hosting by TinyPic
(Pivano, Houellebecq, Welsh, Arbasino, Nabokov)
Oggi alla Fnac sembrava fossero passati i Dothraki a saccheggiare e stuprare.
Mi sono ricordata di quando chiuse La Rinascente e la Genitrice comprò servizi di bicchieri come se in famiglia fossimo in 36, e invece eravamo solo in 3.


Ti consiglio un libro, ma anche no.
Twitter è bellissimo. Tutti leggono. Tutti leggono tantissimo. Tutti leggono tantissimo i libri delle case editrici più fighe (ché, ovvio, Mondadori mica la seguo). E allora succede che tutti consigliano un libro, e ci parlano su per mesi, ragazzi, MESI. E tu ti senti una ignorante, una bocciata all'esame di quinta elementare, una che per mestiere raccoglie i pomodori e prende le uova da sotto al sedere delle galline (a proposito, se avete dubbi riguardo alla vita sessuale di galline e galli, chiedete all'Architetto, che la sa lunghissima).
E comunque alla fine lo prendi questo Sacro Libro che raccoglie la Santa Parola della Illuminata Esponente della Narrativa Contemporanea e, signori miei NO.
Fa cagare.
Non lo finisco nemmeno tanto è noioso.
Ma cosa leggete normalmente, le etichette dello shampoo? Scrivetelo nella vostra bio, così io mi regolo.
Non oso aprire quel Sofia si veste sempre di nero che, ormai, è più famoso di Gesù.


Ancora libri, più o meno, e film.
Il grande Gatsby. Ne vogliamo parlare?
Ecco bravi. Direi di no.



(Tra l'altro, rendiamoci conto: ho scritto 'sta cazzata e mi hanno retwittato in 56. Mah.)
Avete mai visto un film dalla quarta fila, posto laterale? Io sì, e non mi lamento, dato che una volta ho visto un film dalla prima fila, posto laterale. In più, quella della prima fila, fu la volta di Avatar e avevo gli occhialini del 3D sopra gli occhiali da vista. Tornai a casa e vomitai, non si sa se per la bruttezza del film o per i turbamenti visivi. Sad true story.
Domani torno a vederlo con la Genitrice, da una fila tra la M e la R voglio sperare.
(Io odio Baz Luhrmann e le sue colonne sonore alla cazzo. Però Gatsby è bellissimo e Leonardo perfetto. Chi dice il contrario, usando paroloni più o meno forbiti, non merita di vivere. Alzate il prezzo del biglietto del cinema a 300€ per quelli così. Un parere più disinteressato, espresso da un'adorabile donzella come me,  non potete trovarlo).


Potere del cristallo di luna.
Se quella cretina di Bunny poteva trasformarsi in Sailor Moon risultando assolutamente credibile agli occhi di Marzio e dell'umanità tutta come eroina combattente e scintillante, non vedo perché mai la mia progressiva trasformazione in una quattordicenne dovrebbe arrecare problemi ad alcuno.

Image and video hosting by TinyPic

Image and video hosting by TinyPic
(Introducing l'Architetto).
Superga.
T-shirt con stampe idiote.
Brand new occhiali da sole appena appena un po' scemi.
La chiamano crisi di mezza età, e non ce l'hanno i maschi a 50 anni ma io a 28.


Potrebbero esserci altre cose.
Potrebbero esserci altre cose di cui parlare. Tipo, le mie velleità letterarie. Tipo se so scrivere storie o se non so scriverle. Se so giudicare quello che leggo o se non so farlo. Se questo importi a qualcuno o a me stessa.
Tutti quesiti che non riceveranno mai una risposta univoca o chiarificatrice in maniera definitiva e/o drammatica.
Quindi tanto vale non parlarne, o magari rimandare, giacché ora non c'ho la forza di desiderare, ancora più ardentemente, di essere ingegnere.
Share This:    Google+
Read More

martedì 14 maggio 2013

Stringerti forte (non) è mainstream.

Certi modi di fare e certe pose finiscono per diventare dei tratti del carattare.
Essere quella incazzata, fare la parte della disillusa.
Mi porti del sarcasmo alla brace su un letto di cinismo e guarnizione di dragoncello, grazie.

Essere il genio sprecato, il talento incompreso, quella che stringerti forte è mainstream, è meglio fare gli intellettuali.
Una fatica, signora mia. Una ruga in più sulla pelle. Le vertebre si incurvano anzitempo sotto il peso dei sottintesi che nessun'altro capisce.
Aveva solo 28 anni, porella. E già era stanca della vita o, almeno, si impegnava molto per sembrarlo. Si è staccata la spina da  sola, un pomeriggio di maggio. E' bastato allungare la mano.

I mesi passati in tribunale a chiamare in causa il destino, la sfortuna, il fato, le congiunture astrali, i lavori di manutenzione sulla . Il lamento non è più uno sfogo, ma la piega che assume il sorriso.
Era una bella ragazza, con gli occhi verdi e gli occhiali. La vedevi dietro a un libro o dietro a un ragazzo su un motorino, sempre lo stesso ragazzo. Ai semafori rossi si baciavano tutti storti tra le visiere. E' sepolta sotto strati di presunto malcontento.

Una fatica, signora mia. Le dirò: non vale lo sforzo.
Certi atteggiamenti e certe frasi ad effetto finiscono per diventare dei tratti del carattere. Li vede mai quelli sempre allegri? Non è vero che sono allegri perché sono stupidi: sono allegri perché ci si sono allenati tanto da farlo diventare un tratto del carattere.
E allora lo spleen non è produttivo. Essere produttivi è produttivo, lo diceva Baudelaire. 
Vedere oltre allunga le ciglia. 
Baciarti ai semafori stira le rughe.
Stringerti forte non è mainstream, ma l'unica piega del mio sorriso.  





Share This:    Google+
Read More

giovedì 9 maggio 2013

Cinedomeniche vol. X - Aprile.

Potete dirlo senza paura di offendermi: state un amore quando non scrivo. Il vostro pianeta gira per il verso giusto e sembra che niente possa giungere a turbare lo sbocciare dei fiori. Quando non scrivo tutte le impurità vengono espulse come se steste facendo una sauna facciale all’anima.
Ma tanto lo sapete che non durerà. La sauna facciale non serve a niente. Io ritorno, come torna un punto nero, con tutto il suo carico di insesatezza e disagio.
Perché proprio adesso? Perché proprio a me?
Ma come perché? Su su. Maggio è già iniziato e voi non sapete ancora cosa ho visto ad Aprile.
Non vi vergognate?

Aprile dolce dormire per influenza viulentissima.
Intrecciamo coroncine di fiori e saltelliamo nei prati scansando cacche di vacca! Oppure giaciamo a esanimi a letto invocando la morte! Secondo Paola Marella, una perfetta padrona di casa dovrebbe inaugurare l’arrivo della bella stagione con uno di questi due rituali. Io ho scelto il secondo senza paura di sbagliare e, causa impossibilità di aprire lo sportellino del lettore dvd, ho subito la programmazione televisiva per due giorni interi. DUE.
Il convento passa Sul lago dorato (1981) con un bouquet di bellissimi: un’anziana Katherine Hepburn, un anziano Peter Fonda, e una palestratissima Jane Fonda. Vorrei dire, io nemmeno a 15 anni ero in forma come Jane a 40. Comunque, il film è tutto un piangere sul tempo che passa e sull’incomprensione tra padri e figlie (ma va?), però la Katherine è sempre quella delle commedie anni ’40, e un po’ mi fa venir voglia di rivedere un film con Spancer Tracey, e quasi mi stavo per alzare e prendere il dvd di Indovina chi viene a Cena o La segretaria quasi privata, solo che la febbre è salita di botto a 39 e mezzo e sono andata, più o meno, in coma.

Spencer caro, questi giovani non sanno proprio campare!

Al risveglio c’era Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010) di Woody Allen e niente, invocando Annie Hall, ho chiesto - e ottenuto - che mi si mettesse in coma farmacologico.

Perseverare è diabolico, oppure da cretini.
A maggio di un anno fa io e l’Architetto festeggiavamo il mio onomastico in un cinema.
Cosa vuoi vedere amore della mia vita? fa l’architetto.
Ho due locandine davanti.
Molto forte incredibilmente vicino con Sandra Bullock e Tom Hanks dal libro di Foer.
Cosmopolis di Cronenberg con Pattinson.
Elaboro velocemente una lista di pro e contro.


  PRO MOLTO FORTE                                          CONTRO COSMOPOLIS
   Amo il libro di Foer.                                                 Odio Cronenberg. 
   Amo Tom Hanks.                                                     Non ho letto il libro di DeLillo 
                                                                                   Pattinson, really?


La scelta è ovvia.
Vediamo Cosmopolis.
Il grado di disagio percepito durante la visione del film è paragonabile solo ad alcune scene del crimine particolarmente sanguinose o a certi genocidi. Un uomo di mezza età durante la proiezione si alza e urla “Stronzi!” a noi che stiamo ancora seduti. Poi se ne va. Il resto del film risulta piacevolissimo.


Ecco, ad aprile leggo il libro di DeLillo e faccio vedere Cosmopolis alla Compagna di Divano. Così, per dimostrarle il mio amore.
E a lei piace un sacco.
Ed entra benissimo in tutta la problematica del libro (senza averlo mai letto), addirittura percepisce qualcosa che nel film è solo accennato ma nel libro è ben approfondito, ed io sono solo una povera cretina che ha visto per la seconda volta un film che ritiene non riuscito.
EPIC FAIL.
A volta rivedere un film è un’ottima idea invece.
È il caso di Linea Mortale (1990) di Joel Schumacher, interpretato dai capelli di Kevin Bacon, l’impermeabile di Kiefer Sutherland e la bocca di Julia Roberts. Un capolavoro anni ’90 in cui quattro studenti di medicina si uccidono a vicenda e poi resuscitano per vedere cosa c’è dall’altra parte. Da piccolina l’ho visto cento volte e mi faceva una paura ladra. Adesso no, perché ho fatto caso più ai capelli di Kevin e all’assurdità della trama tutta, e alle inquadrature aeree in cui sventolava l’impermeabile di Kiefer come un brutto video di Celine Dion su Mtv. Però che bello lo stesso, mi pareva di avere di nuovo 10 anni.

Prendetela! È quella a cui non piace Fellini!
Molti molti anni fa vidi La voce della luna (1990) con Paolo Villaggio e Roberto Benigni e decisi che Fellini poteva pure andarsene affanculo.
Sì, avevo visto in tempi remotissimi Amarcord (1973) e mi era piaciuto – anche se ricordo solo le tette della tabaccaia – e sì, pure La dolce vita (1960), e sì pure Fellini Satirycon (1969), però insomma, certe cose viste o ascoltate troppo presto non è che perdano fascino: non lo acquistano proprio. È l’effetto indesiderato di avere una Genitrice radical chic che ti fa ascoltare De Andrè a 6 anni: può succedere che De Andrè non ti piaccia mai veramente.
Idem per Fellini e per tutta una serie di altre cose.
Però questo aprile mi è sembrato il momento giusto per ripensare a Fellini e 8½ è stato il perfetto punto di partenza per allontanarmi da quel mondo caciarone, colorato, sudato, grassoccio e burroso che Fellini ha sempre significato per me provocandomi, sempre, grande fastidio.


 Mi ritrovo davanti a un’eleganza che non si può dire. Un'eleganza che trasuda da ogni inquadratura e quindi niente, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati.

#Got
Che non è un suono da avvenuta digestione, ma semplicemente Games of Thrones. Questo aprile ho recuperato le prime due stagioni di un telefilm di cui tutti parlavano su twitter. Mi sentivo esclusa e triste.
Ora ne parlo pure io e sono felice, anche se ogni puntata mi provoca una gastrite causa: alcuni dei personaggi più odiosi mai immaginati.

Riassumere la trama? Ma anche no. Piuttosto vi riassumo i canti della Commedia di Dante. Sappiate solo, se non l’avete visto, che c’è un trono fatto di spade fuse tra loro e un bordello di persone che reclamano il diritto a sedercisi sopra.
Io una preferenza ce l'avrei, ma la tengo per me.
Questo è quanto. 

Sempre vostra Khaleesi.
    
 

Share This:    Google+
Read More
Post più recenti Post più vecchi Home page