È da poco andato via un collega che ha portato in ufficio la figlia di undici anni, una ragazzina che ho visto per la prima volta un'ora fa.
Mi era stato detto quanto fosse timida e in effetti è evidentissimo: non si è staccata un attimo dal padre, mi ha saluta educatamene ma senza guardarmi - non mi sono stupita, perché avrebbe dovuto giacché non ci conosciamo? non è un pupazzino a disposizione degli adulti - saluta, dici ciao, hi guys - insomma, è una persona di undici anni. Il punto è che non ha guardato nemmeno il mio capo e sua moglie che invece conosce benissimo perché frequentano casa sua da quando era neonata.
Dopo i soliti convenevoli di rito, torno veloce alla mia scrivania e prendo una decisione molto importante: non le rivolgerò più la parola finché divideremo l'ufficio. Non un cenno su quanto è carina, su quanto è alta, sulle stronzate che si dicono ai ragazzini. Sono certa di farle un favore, è in evidente disagio. Mi sono bastati sette secondi per capirlo, l&…