Ieri mi hanno fatto più foto che in tutta la mia intera
esistenza.
Sono stata invitata a una
festa di compleanno in un posto fighissimo.
Uno di quei posti in cui
entri e non sai che fare.
Superi il buttafuori,
vedi una distesa di divanetti bianchi e piante d’appartamento ornamentali.
Boh.
Che si fa? Beviamo?
Balliamo? Troviamo qualcuno di scopabile prima che si faccia troppo tardi e
rimangano solo cessi?
-Fermi tutti. Non diciamo cazzate. Innanzitutto
aggiorniamo la nostra posizione su FB e tagghiamoci a vicenda!
Tutti si divertono
tantissimo.
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| Tonight @ Locale del cazzo "Sooo funny!" |
La gente-che-si-diverte-tantissimo
si riconosce perché ha un bicchiere con un cocktail rosa in mano e balla
tenendolo in alto sulla testa.
La-gente-che-si-diverte-tantissimo
indossa tacchi talmente alti che cammina con le ginocchia piegate e la grazia
di una giraffa, attirando gli sguardi dei maschi in calore.
La-gente-che-si-diverte-tantissimo
pascola avanti e indietro e poi indietro e avanti. Guarda chi c’è, sperando che
ci sia qualcuno che si conosce. Perché non c’è niente di più divertente che
incontrare per caso qualcuno che si conosce, dopo averlo cercato con il
periscopio per due ore e mezza.
E poi ballare insieme sul posto.
Ho fatto mio un divanetto
bianco che, in quanto invitata alla festa, mi apparteneva di diritto fino alla
chiusura, e non mi sono più mossa.
Questo non mi ha evitato estenuanti photoshoot
che nemmeno per la copertina di Vogue.
E' stato così che ho capito: la
caratteristica fondamentale che distingue me-che-non-mi-diverto dalla
gente-che-si-diverte-tantissimo è che loro c’hanno l’iphone e il profilo
facebook e io no.
Ho vissuto la leggenda da dentro.
Queste specie selvagge
passano interminabili ore a fotografarsi.
Prima tutti i maschi con
il tribale in evidenza.
Poi tutte le femmine con
il rossetto fuxia e il bacio alla fotocamera.
Poi
maschio/femmina/maschio/femmina.
Poi le coppie di
fidanzati.
Poi le coppie di
fidanzati a parti invertite.
Poi la foto dal basso e
tutti insieme in cerchio.
Poi la foto alle scarpe
viola.
Poi tutti in fila sul
divanetto.
Poi tutti a ballare
disinvolti come se ci fosse il fotografo ufficiale che ti immortala quando non
lo vedi.
Le bottiglie e i
bicchieri pieni.
Idem ma vuoti.
Vicino alle piante.
In piedi sul tavolo, dal basso, così si vede la mutanda.
Inginocchiate di fronte
alla tazza a vomitare e l’amica che ti tiene i capelli fa l’occhiolino alla
camera.
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| Noi sì che ci stiamo divertendo. |
Così passano quattro ore.
Albeggia.
Possiamo tornare a casa
soddisfatti perché abbiamo un bottino di trecentosedici foto da caricare su FB tramite cui
dire al mondo che ci siamo divertiti tantissimo e abbiamo incontrato quella
nostra amica d’infanzia che non vedevamo da 15 anni (perché è evidente che,
gente che si diverte tantissimo, si nasce).
E poi in tutte le foto
ridiamo tanto che la mascella tocca lo sterno: è impossibile che qualcuno pensi
che non ci siamo divertiti tantissimo. Quelli che erano con noi metteranno “mi
piace” e commenteranno qualcosa che gli altri, gli sfigatoni che non erano con
noi, non potranno mai capire.
Probabilmente il nome in codice del filtro
instagram che hanno usato.
E nonostante non abbia il
profilo facebook, ora ci sono anche io con il mio bicchiere e il mio divanetto
bianco e le mie scarpe col tacco (su cui cammino con grazia infinita,
diciamolo).
Mi sono mimetizzata. Erano tutti troppo impegnati a fotografarsi per notare che io e l’Architetto
ghignavamo in un angolo.
L'unica cosa che mi sgamava era il pallore che così poco si addice a questi ameni luoghi.
Ma è il risultato che
conta.
In tutte le foto sembra davvero che mi diverta tantissimo: non si sono
accorti che, un attimo prima di guardare verso l’ennesimo tizio che mi puntava addosso la sua mela
morsicata, stavo prendevo per il culo quella che diceva che la sua
canzone preferita è "Respect di Anita Franklin versione remixata".

